Mastrogiacomo: "In Afghanistan non torno più"

Roma - Daniele Mastrogiacomo, liberato lunedì sera dopo due settimane di prigionia in Afghanistan, ha detto oggi che il suo non è stato un sequestro organizzato ma che nella vicenda molto è dipeso dalla casualità. "Non sono andato lì per fare uno scoop... In precedenza c'erano già stati colleghi tedeschi e francesi...credo che molto sia stato affidato alla casualità, non è stato un fatto organizzato", ha detto nel pomeriggio il giornalista di Repubblica, nel corso di una conferenza stampa nella sede romana del quotidiano.

Mastrogiacomo ha parlato per circa 20 minuti con i giornalisti delle altre testate, premettendo di non poter rispondere a tutte le domande per via dell'inchiesta attualmente in corso sul suo rapimento, condotta dai magistrati romani. Ha descritto i momenti di maggior tensione e difficoltà nel corso della sua prigionia in Afghanistan, durata circa due settimane. A chi gli chiedeva notizie sulla sorte dell'interprete afghano, Mastrogiacomo ha risposto che si augura che venga presto rilasciato. "E' un giornalista, mi auguro che presto sarà rilasciato, perché come è capitato a me, come è capitato ad altri, è sottoposto non a fermo, ma a interrogatorio, in Afghanistan magari i tempi sono più lunghi", ha detto l'inviato di Repubblica riferendosi a Syed Agha, sul cui rilascio in mattinata il vice ministro degli Esteri Franco Danieli aveva detto che non era ancora possibile avere una conferma.

Mastrogiacomo ha anche detto che quanto è stato fatto per la sua liberazione, con il rilascio di prigionieri talebani da parte del governo afghano, non ha violato la sovranità dell'Afghanistan e nemmeno l'autonomia delle scelte di politica estera del Paese. L'inviato di Repubblica ha detto anche che durante la prigionia le uniche informazioni dall'esterno gli sono giunte dopo aver sentito una notizia della tv britannica Bbc che lo definiva come un giornalista britannico. "Questo mi ha molto preoccupato. Questa è stata l'unica notizia che c'è stata, per il resto cercavo di condurre io stesso una sorta di trattativa", ha aggiunto Mastrogiacomo. Poi uno sguardo al futuro: "Non ritornerò in Afghanistan" e un ringraziamento ai colleghi e alla gente: "Non immaginavo il tipo di solidarietà che ci potesse essere perché ero completamente isolato ma ero convinto qualcosa stesse succedendo".