Mastrogiacomo: "Fate presto" D'Alema: "Non trattiamo" L'ultimatum: avete due giorni

Si complica la vicenda per il giornalista rapito. Dopo il video di ieri spunta un <strong><a href="/a.pic1?ID=164134" target="_blank">messaggio audio</a></strong> con Daniele che chiede al governo d'intervenire prima possibile. Prodi: &quot;Faremo ogni sforzo per liberarlo&quot;. Il ministro degli Esteri: &quot;Nessuna trattativa coii guerriglieri&quot;. Telefonata del premier e di D'Alema al presidente Karzai

Kabul - "Per favore fate qualcosa perché hanno soltanto due giorni", sono le parole pronunciate ripetutamente dal giornalista, a cui viene chiesto di parlare ad alta voce. Parlando in lingua pashtun, il leader dei talebani - il mullah Dadullah - chiede al giornalista di dire ad alta voce al suo governo che ha soltanto due giorni per salvargli la vita avviando negoziati con i militanti. "Ditegli che sono vivo. Oggi è il 13, e se non accettano le richiesta entro il 16, mi creerà problemi", afferma il comandante talebano in dialetto di Kandahar. Il portavoce di Dadullah, Shahabuddin Atal, ha riferito all'agenzia Pajhwok che l'uomo che parlava al giornalista era Dadullah. Allo stesso tempo, Atal ha affermato che il governo italiano sta mettendo a rischio la vita del suo connazionale non facendosi avanti per i negoziati. I talebani chiedono il ritiro delle forze italiane dall'Afghanistan. Minacciano di uccidere Mastrogiacomo se il governo italiano non ritirerà il contingente dal Paese. La situazione appare più complicata del previsto. Non è da escludere, infatti, che l'italiano sia stato rapito da un gruppo e che solo in un secondo momento siano intervenuti i talebani, prendendo in mano la situazione.

Il governo: nessuna trattativa con i talebani Il premier Romano Prodi ha assicurato che il governo "non risparmierà alcuno sforzo" per arrivare alla liberazione del giornalista. Il ministro degli Esteri D'Alema chiarisce che l'esecutivo "non sta facendo nessuna trattativa con i talebani, ci sono dei canali umanitari che tengono i rapporti. Il governo sta facendo tutto il possibile - ha aggiunto -, ma credo che per raggiungere il fine positivo che ci proponiamo sia bene che questi canali e questi rapporti possano agire con il massimo della discrezione possibile". Il premier e il ministro degli Esteri Massimo D'Alema hanno avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente afghano Hamid Karzai che, secondo quanto si è appreso, si inserisce nell'ambito degli ampi contatti del governo italiano con le autorità afghane per la soluzione della vicenda.

Delegazione a Helmand "Dalle ultime informazioni che abbiamo ricevuto, abbiamo inviato una delegazione del governo nella provincia di Helmand, dove è stato sequestrato il giornalista italiano, per ottenere più notizie". Lo ha detto il presidente della Camera bassa del Parlamento afghano (Wolesi-Yirga), Younus Qanooni, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi sul sequestro di Daniele Mastrogiacomo. Durante l'incontro con i giornalisti il presidente della Wolesi-Yirga ha più volte condannato il rapimento dell'inviato di repubblica rilevando, d'altra parte, l'importanza "per la stabilità, la sicurezza e la democrazia del Paese, della presenza delle truppe italiane sul terreno". Qanooni ha quindi rilevato la necessita di "eliminare le radici del terrorismo in Afghanistan".

Colloqui Qanooni, che ieri ha avuto un colloquio con il ministro degli Esteri Massimo D'Alema e stamani con il premier Romano Prodi, ha sottolineato che l'invio degli uomini del governo centrale nell'area dove Mastrogiacomo è stato rapito "rappresenta un segnale di tutti gli sforzi" che Kabul sta facendo "per ottenere la sua liberazione". Nel ricordare che tale sequestro "va contro il rispetto della vita umana e la religione" in Afghanistan, il presidente della camera di Kabul ha inoltre rilevato l'importanza "dell'impegno a lungo termine" da parte dell'Italia su più fronti nel paese.