Mastrogiacomo verso l'Italia Arrestato il mediatore

Il giornalista ha lasciato Lashkargah ed è atterrato a Kabul, accompagnato dal fondatore di Emergency. Da qui è ripartito per Roma: l'arrivo in Italia previsto per le 23. Hanefi, capo del personale dell'ong italiana e mediatore per la liberazione del reporter <em>(foto Peacereporter)</em>, è stato arrestato, ufficialmente per essere interrogato. E' giallo sull'interprete ancora nelle mani dei talebani

Kabul - Hanno lasciato Lashkargah intorno alle 14, il giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo e Gino Strada, fondatore di Emergency, alla volta di Kabul. È la stessa Emergency a riferirlo precisando che Strada si sta recando nella capitale afghana per capire la situazione del mediatore di Emergency arrestato questa mattina. Si tratta di Rahmatullah Hanefi, 35 anni, capo del personale dell'ospedale di Emergency a Lashkargah e figura chiave nella liberazione di Mastrogiacomo. Giunto a Kabul, un'ora e mezza di volo da Lashkargah, Mastrogiacomo è partito per l'Italia senza parlare con i giornalisti: così ha chiesto il magistrato. Alle 23 Mastrogiacomo sarà a Roma.

L'interprete La famiglia dell'interprete di Mastrogiacomo non ha ancora nessuna notizia di Adjmal Nashkbandi e accusa il governo afghano di essersi preoccupato solo dell'inviato di Repubblica. "Non è giusto, tutti in Afghanistan lo pensano2, ha detto il cugino di Adjmal. La famiglia è in attesa di notizie, ma apparentemente nessuno del governo si è messo in contatto con loro. "Non possiamo parlare, non vogliamo dire altro, solo che anche Adjmal deve essere liberato, come l'italiano. Aiutateci voi". Un appello per il rilascio dell'interprete, 25 anni, sposato da sei mesi, è stato fatto oggi dall'associazione dei giornalisti afghani che ha messo in guardia dall'avere "due standard" nei confronti di giornalisti afghani e stranieri. "Sarebbe molto pericoloso", ha detto uno dei giornalisti afghani intervenuto a una conferenza stampa. La situazione dell'interprete è molto incerta. Alcune fonti dicono che è ancora ostaggio dei talebani che vogliono altri detenuti in cambio della sua vita. Altre che è in mano ai servizi segreti che lo stanno interrogando. Altre ancora che sta per essere liberato.

Il mediatore in manette La figura chiave nella trattativa per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, Rahmatullah Hanefi, capo del personale dell'ospedale di Emergency a Lashkargah in Afghanistan meridionale, è stato arrestato questa mattina all'alba da agenti dei servizi segreti afgani. Lo ha detto Peace Reporter nel suo sito. Hanefi ora è detenuto e sotto interrogatorio nella sede della National Security di Lashkargah. Gino Strada ha subito chiesto il suo immediato rilascio al locale capo dei servizi e al governatore della provincia di Helmand. "È una cosa grottesca e provocatoria che chi ha maggiormente contribuito alla liberazione di Daniele si trovi oggi arrestato del governo afghano", ha dichiarato Strada a Peacereporter. Il quotidiano online ha detto che del fatto è stato immediatamente informato l'ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Sequi, che si è subito messo in contatto con i vertici dei servizi afghani. "Mi hanno detto - ha detto Sequi a Peacereporter - che si tratta di una normale procedura per sentire una persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta che la magistratura afgana ha aperto sul caso Mastrogiacomo. Garantiscono che Hanefi verrà presto rilasciato".

La protesta Centinaia di persone, tra familiari e conoscenti dell'autista afghano di Daniele Mastrogiacomo, sgozzato dai talebani, si sono radunati oggi fuori dell'ospedale di Emergency in cui si trova il giornalista italiano liberato ieri, per chiedere notizie del suo autista e il motivo della sua uccisione. I manifestanti hanno gridato "Morte a Rahamatullah", il capo dell'ospedale di Emergency, e hanno minacciato di non consentire che il giornalista italiano raggiunga l'aeroporto fino a quando non li incontrerà e non spiegherà loro cos'è successo al suo autista, Syed Agha.

La salma Il corpo dell'autista di Mastrogiacomo è stato consegnato alla famiglia. Lo riferisce l'agenzia afghana indipendente Pajhwok. Saied Agha, considerato una spia, è stato sgozzato dai talebani, che lo avevano sequestrato con l'inviato di Repubblica e l'interprete Adjmal Nashkbandi il 5 marzo nella provincia meridionale di Helmand. Il cugino dell'autista ha detto alla Pajwok che il corpo è stato ritrovato da residenti a Laki Spara, in una zona tra Garmsir e Khan Nishin, nella provincia di Helmand. I familiari sono andati a prendersi il corpo, che era stato sepolto. Continuano a non esserci notizie dell'interprete, che secondo l'agenzia è ancora in mano ai talebani.