Matarrese ai presidenti: «Dovete vergognarvi»

Censurato il comportamento di Spinelli, Lotito, Franza, Foti: «Non hanno capito niente, ma quando ci sarà il nuovo codice etico...»

La spallata di Cristiano Lucarelli a Goran Pandev non è piaciuta neppure al cardinal Fiorenzo Angelini, prefetto emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari: «Chi ha i gradi di capitano deve dare il buon esempio - ha dichiarato ai microfoni di Radio vaticana -. Nel caso di Lucarelli l’arbitro doveva essere irremovibile». Cioè doveva mostrargli il rosso. E se a dirlo è un romanista doc con appoggi eccellenti, la questione non è da sottovalutare. La reazione bizzarra di Lucarelli verso il laziale che esultava dopo il gol, è stata poi amplificata dalla rete che il centravanti del Livorno ha segnato decidendo il risultato finale. Forse è stato tradito dai nervi, forse Lucarelli, nonostante i trent’anni compiuti, è ancora un ragazzo che gioca a calcio in pantaloncini e certi discorsi sarebbero da fare ad altri. Antonio Matarrese, presidente della Lega, ha anche individuato chi: «Tutti i presidenti si devono vergognare, siamo ancora lontani dal comportamento che mi ero augurato - ha detto in un intervallo dell’Assemlea di Lega a Milano -. Non c’è piaciuto quanto successo sulle tribune. I presidenti non hanno ancora capito niente, ma con il codice etico cercheremo di mettere fine a tutto questo e non ci saranno più pagliacciate del genere».
Al presidente non sono piaciute le parole grosse volate dai massimi dirigenti dopo Livorno-Lazio e Inter-Messina, ma non gli sono sfuggiti neppure gli insulti partiti dalle poltroncine vip di Reggio verso l’arbitro Rosetti, insomma a farsi tradire dai nervi Lucarelli domenica non è stato il solo. Alle proteste di Matarrese si è unito anche il commissario straordinario della Figc Luca Pancalli: «Su molti campi si è respirata un’aria sgradevole, con una serie di episodi che non giovano all’immagine del calcio. Ritengo doveroso rivolgere un richiamo fermo al rispetto delle regole, soprattutto quelle che riguardano il senso di responsabilità nei comportamenti e nelle dichiarazioni».
Colpisce, ma non più di tanto, che ognuno abbia salvato il proprio e attaccato l’avversario. Massimo Moratti c’è rimasto male: «Neanche la notte è servita a portare consiglio», ha commentato davanti alle ennesime dichiarazioni a senso unico del presidente del Messina sul battibecco con ceffone sul collo di Giordano a Materazzi che per Pietro Franza è un provocatore: «Come al solito - ha sottolineato -. Lo si è visto anche ai mondiali». Aggiungendo poi di aver capito che l’Inter è così tutelata perché deve vincere lo scudetto. Insomma si è sbarellato non poco, proprio ieri quando tutti i massimi dirigenti erano presenti e vicini vicini nell’Assemblea di Lega. Spinelli e Lotito hanno continuato fin dal primo mattino: «Ma se sei stato proprio tu a dire che Lucarelli andava espulso», rinfacciava Lotito a Spinelli. «Ti sbagli - ha replicato il livornese -, è a te che dovevano dare altri 30 mesi di inibizione».
Parole grosse? Ma no, scherzavano, scherzavano tutti, Spinelli e Lotito dalla Lega sono quasi usciti sottobraccio e Franza ha poi dichiarato che Moratti è una brava persona. In fondo sono ragazzi, il cardinal Angelini, Matarrese e Pancalli dovrebbero farsene una ragione. Ma lì in Lega, quando si ritrovano tutti, cosa succede?