Matarrese attacca Petrucci e si candida contro Abete

Tra Matarrese e Petrucci la guerra continua. E nel frattempo Giancarlo Abete, candidato unico al soglio di futuro presidente del calcio italiano, incassa un bel no pronunciato in modo pubblico e solenne per sparigliare le carte. E magari mandare all’aria la vecchia staffetta concordarta con Carraro. La battuta sull’argomento è la seguente: «La staffetta non esiste perché non c’è più uno degli staffettisti». Come dire, senza Carraro l’accordo non vale. Non solo. Ma il silenzio di Abete, agli occhi di Matarrese, vale come una pericolosa conferma dei suoi sospetti. Il dispaccio, spedito ieri dalla Lega calcio di Milano, ha il valore simbolico di un rilancio, orgoglioso e polemico, dell’ostilità nei confronti del presidente del Coni. Antonio Matarrese ha l’abitudine di usare la clava e il suo riserbo dei giorni scorsi è solo una falsa impressione. Per niente intimorito dal diktat proveniente dalla Giunta del Coni, don Tonino torna all’attacco di quello che definisce, citandosi in terza persona, «l’ex segretario della federcalcio presieduta da Matarrese», una specie di messaggio in codice. «Indebolire la Lega è un suicidio che non porta vantaggi né al Coni né alla Figc» ammonisce prima di ripassare il presidente del Coni con un altro «liscio e busso». «Petrucci è troppo preso a emettere sentenze e minacce ma non raccolgo le provocazioni e sarò propositivo e collaborativo» fa sapere Matarrese capace di raccogliere sull’argomento la piena adesione del consiglio di Lega riunito ieri a Milano. La replica, risentita, di Petrucci, non si fa attendere e recita più o meno così: «Al Coni spetta la vigilanza sul calcio, la riforma dello statuto è quella e non si torna indietro».
Come dire: qui comando io. «Abbiamo le forze per camminare da soli» la controreplica di don Tonino. Oggi a Roma Matarrese non si presenta con l’ascia di guerra ma nella sua borsa c’è una decisione politica che conta parecchio. «Avremo un nostro candidato per l’elezione in federcalcio» è l’annuncio che vuole sottintendere una cosa: non ci faremo imporre la governance da asso-calciatori e da asso-allenatori che hanno già scelto i loro candidati (Abete e Albertini, ndr). «È come se in Confindustria, a nominare il presidente e la giunta provvedessero Epifani e Bonanni, invece che i singoli imprenditori» commenta un collaboratore di Matarrese il quale è pronto a scendere in campo, anche se precisa, «non sentirete mai una frase del genere da me». Tradotto: se i presidenti mi candidano, sono deciso a raccogliere la sfida. E a trovare i voti. Non è escluso che, per mettere in difficoltà il partito dei talebani oltre che il Coni, si possa portare avanti anche la candidatura di Pancalli, l’attuale commissario. Oltre a Petrucci, Matarrese ne ha pure per l’antitrust definita «la nuova inquisizione». Previsto per mercoledì prossimo, giorno dell’assemblea straordinaria, un documento di risposta «molto seria».
Tra i nodi dello statuto, le resistenze maggiori riguardano il diritto di veto sulle modifiche e la superprocura che Pancalli vorrebbe affidare a Borrelli. Le società vogliono invece tenere separati i due uffici, quello d’indagine dalla procura guidata da Palazzi.