Matarrese: «Io non mollo non faccio come Guido Rossi»

«Il commissario alla prima occasione ha tagliato la corda. Qui qualcuno fa solo cinema»

Franco Ordine

Caro presidente Matarrese, allora ci risiamo? Questa Lega è ingovernabile?
«Guardi che ha sbagliato indirizzo. Se vuole notizie sul conto di qualche presidente che viene a Milano per fare del cinema, deve rivolgersi altrove. Io sono appena arrivato in Lega, mi sono messo a lavorare, ho trovato il contratto televisivo per tutta la serie B, sto cercando di procurare quello per la coppa Italia, ho un dialogo aperto con Pancalli, il commissario. Mi occupo dei problemi, gli altri invece no, a quanto pare».
Scusi ma Garrone ha sbattuto la porta...
«Vero. E i giornali hanno anche correttamente scritto perché. Perché io ho richiamato il dottor Guastoni, presidente dei revisori, ricordandogli che non può fare interventi politici. Garrone se l’è presa ma nel frattempo la Corte federale deve decidere se il doppio incarico di Guastoni, consigliere di Erg e di Sampdoria, è compatibile oppure no».
Zamparini le rimprovera in pratica di non essere stato eletto...
«È incredibile. Ho convinto io Paolillo, dell’Inter, a tirarsi fuori dalla contesa elettorale, ho avvicinato un paio di club che non volevano saperne. Poi c’è Spinelli che scrive sul foglietto “Zamparini più 15” e quello se la prende con me. Il Giornale ha scritto: siamo all’asilo. Non credo ci sia bisogno di aggiungere dell’altro».
Adesso cosa succederà?
«Che entro due settimane torneremo a votare e quindi avremo un consiglio di Lega al gran completo. Nel frattempo mi sbatto a destra e a manca per preparare il piano di ridistribuzione dei soldi tv alla serie B».
Come l’hanno presa gli altri presidenti?
«Per fortuna ho ricevuto le telefonate di sostegno di Cobolli Gigli, del Milan e dello stesso Moratti che mi ha incitato a non perdere la pazienza».
Non è che lei punta adesso alla federcalcio?
«Questo sarebbe un tradimento della Lega e delle società. Vuole una dichiarazione molto franca?».
Siamo qui per questo...
«Guardi, io a Roma tornerei volentieri. Ma è una mossa che non farò mai. Ho preso un impegno e sono determinato a portarlo a termine, come si fa tra persone che hanno a cuore non tanto la propria carriera ma il successo della propria missione. Immagina lei cosa si direbbe di Matarrese? È tornato nel calcio per dare la scalata alle poltrone. Io invece sono qui per provare a risolvere i problemi. E poi...».
E poi?
«E poi non voglio fare come Guido Rossi. Che alla prima occasione ha tagliato la corda e lasciato tutti col cerino in mano».