Materazzi: «Che goduria» Mancini: «Che colpaccio»

L’1-1 in dieci ha dato una prova di forza che avrebbe steso chiunque, il 2-1 forse è un gentile omaggio, ma Massimo Moratti sente già il profumo del terzo scudetto consecutivo e magari farà come il Milan, che sulla maglia ha ricordato di essere il club più titolato del mondo. Per ora si accontenta del titolo di campione d’inverno, un piccolo segnale: «Ma in questo derby sono stati tutti molto bravi, in particolare i giovani che hanno mostrato molta autorità e fanno ben sperare per il futuro: l’Inter è un meccanismo che funziona, chiunque entri in campo». Logica la morale: «Il mercato di gennaio? Risparmiare».
Mancini ammette che nel finale la squadra ha sofferto un po’: «Siamo indietreggiati negli ultimi minuti, il Milan spingeva e abbiamo subito qualcosa, niente di speciale, più che altro erano mischie. Noi siamo stati bravi a restare concentrati dopo lo svantaggio iniziale, il secondo tempo comunque credo che sia stato più equilibrato. Mi dite che Cambiasso è stato il migliore in campo? Ha fatto il gol e una buona partita, ma sono stati preziosi anche Zanetti e Chivu che gli giocavano ai fianchi. Jimenez ha portato freschezza a questa squadra. Ibrahimovic invece non era al cento per cento ma non potevo lasciarlo fuori, lui è uno che anche quando non è al meglio si trascina dietro almeno due difensori. Cosa penso? Che questo è un gran colpo. Penso che speravo di chiudere l’anno con un più tre in classifica sulla seconda. Invece...».
La vittoria è arrivata con Materazzi in campo per l’infortunio occorso a Samuel: «Vincere un derby è una goduria - gongola Matrix -. È un successo che dà un segnale a tutto il resto del campionato, una prova di forza con reazione. È stato un bel regalo di Natale per i tifosi, e anche per noi. Cosa non mi è piaciuto? Bè, il fatto che io sia stato ammonito dopo il primo fallo mentre per Gattuso si sia usato un altro metro...».
Gli eroi di giornata sono due argentini, prima Cruz, poi Cambiasso. L’attaccante ha aperto un varco nel filo spinato dell’area milanista, ci si è infilato e ha costretto il Milan a scendere sulla terra: «Ho ragionato - conferma il bomber -, in quel momento ho pensato e ho evitato di calciare subito, così come mi era venuto d’istinto appena sono entrato in area».
Cambiasso invece parla del rigore chiesto dal Milan per il suo intervento molto scoordinato in area su Kakà: «Siamo inciampati l’uno nell’altro. È stato uno scontro fortuito». E sulla partita: «Non abbiamo mai pensato di giocare contro i campioni del mondo. Noi diamo sempre tutto e vogliamo tutto, campionato, Champions e coppa Italia, siamo davanti e tutto dipende da noi».
Infine Ibrahimovic, non al meglio come aveva dichiarato Mancini, ma comunque capace di giocate uniche: «Oggi non stavo molto bene ma ho dovuto correre ugualmente più del solito perché la partita era molto importante. Non potevo risparmiarmi proprio il giorno in cui affrontavamo i campioni del mondo. Non ho segnato ma è come se l’avessi fatto. Abbiamo dimostrato di essere più forti del Milan, questi sono stati sei mesi bellissimi, speriamo che siano altrettanto belli i prossimi».