Materazzi fuori fino a Natale Inter, è allarme Champions

Più grave del previsto l’infortunio di Budapest: Marco operato ieri a Pavia. I medici: "Aveva un ematoma lungo dalla radice della coscia al ginocchio e largo 10 centimetri". E salta ancora la sfida con la Francia

Pavia - È finito in ospedale ed operato ad una gamba. Ed ora se ne starà a guardare per almeno tre mesi. La maledizione Zidane colpisce ancora e stavolta fa male assai. Marco Materazzi non giocherà contro la Francia ed ha chiuso con le qualificazioni europee, salterà la prima parte della Champions (ed è allarme avendo squalificati Cordoba e Burdisso), un buon numero di partite di campionato: magariu tornerà nel derby prenatalizio La botta subita contro l’Ungheria con il passar della notte è diventata una bomba di dolore deflagrante. «Sembrava solo una botta, roba da pochi giorni», ha raccontato Gigi Riva.

Ed invece sotto la pelle si è creato un ematoma «grande come la sua coscia, dalla radice della coscia fino al ginocchio, con un diametro di 10 centimetri», ha raccontato il professor Benazzo del Policlinico San Matteo di Pavia, che l’altra notte alle 4,40 del mattino l’ha ricoverato, sottoposto ad esami e ieri pomeriggio l’ha operato. Un’ora per riportare la gamba alla normalità, svuotarla di quel catino di sangue. «Abbiamo optato per un intervento di aspirazione sotto controllo ecografico per lo svuotamento dell’ematoma con un’incisione di due centimetri». Così il versamento si è trasformato in un trauma contusivo e Materazzi potrà ricominciare prima la riabilitazione.

Raccontava il professore che questi incidenti capitano più di frequente nel rubgy e nel football americano. Dice il dottor Volpi, da ex giocatore, che queste situazioni capitano pure nel calcio dilettantistico e giovanile dove il gioco è più duro. Comunque lo si guardi un brutto colpo, che l’intervento in artroscopia ha evitato diventasse un guaio più serio e più lungo da curare.

Materazzi, nello spogliatoio di Budapest, urlava dal dolore. Ha avuto anche un abbassamento di pressione con vomito. «Quando abbiamo visto gonfiare la coscia abbiamo chiamato un’ambulanza per precauzione, ma non abbiamo mai pensato di lasciarlo in Ungheria», ha concluso Riva. L’ambulanza voleva prelevarlo dal pullmann della squadra, ma il giocatore ha rifiutato l’invito. I medici avrebbero preferito farsi seguire fino all’aereo: niente. Sull’aereo, i medici gli hanno provato due volte la pressione, Donadoni e Inzaghi si sono preoccupati dei lamenti ed hanno cercato di consolare il poveretto. «Mai sentito un male così», ha raccontato lui. «Gli auguro un recupero alla grande», gli ha fatto sapere Ronaldo.

Ora Matrix è ancora in ospedale, prevista una degenza di 48-72 ore, e dovrà darsi pace. Il dottor Combi, medico sociale nerazzurro, non lo vede fuori squadra fino a Natale. «Spero torni prima», ha ribattuto. Ma potrebbe far riferimento a Sant’Ambrogio. Il dottor Benazzo è stato più chiaro: «Se è necessario per ridare le funzionalità, il tempo di 4 mesi non è troppo lungo, ma speriamo serva meno. Per i traumi contusivi diretti si va dalle 4 settimane in sù, in questo caso c’è stato un intervento: i tempi cambiano». Secondo il dottor Volpi ne bastano due.

Insomma l’alba dei 34 anni, compiuti domenica, non è proprio incoraggiante. «Ma Marco è un duro», ha confermato il dottor Combi. E l’Inter probabilmente non cercherà un sostituto. Anche se volano già i nomi. Tutte mezze figure.