Materazzi sostiene Vale «Noi abbiamo gli attributi»

«Tanti gli voltano le spalle, io lo voglio aiutare. Presto sarà più forte di prima»

nostro inviato

a Misano Adriatico

Valentino è fuggito, giusto due parole alla tv e poi via, smaterializzato che neppure su Star Trek ci riescono. Possibile? Eppure c’è folla davanti al suo motorhome, folla da grandi occasioni, folla che vien da giurarci: il Dottore è ancora lì. E invece no. Dentro il motorhome Yamaha qualche intruso, molti addetti ai lavori e un ragazzo lungagnone e accigliato come sempre: Marco Materazzi. Con lui il compagno interista Stankovic, e la moglie e i figli. Ha il suo bel da fare con i marmocchi al seguito, ma nulla in confronto ai tifosi attorno.
Valentino non parla, dunque, parla invece Matrix, l’azzurro, l’amico che pensi in visita di piacere e invece... «Invece sono qui, nonostante i miei problemi – e si guarda il cadeau ungherese, la gamba vistosamente fasciata -, sono qui per manifestargli tutta la mia solidarietà in un momento così difficile». Perché stavolta Materazzi non è nerazzurro e neppure azzurro, è solo giallo, giallo da quel giorno in cui, si era in Germania, Gp del Saachsenring, Rossi indossò la sua maglia sul podio: gesto di stima e affetto, gesto post testata e post Zidane. Gesto che sancì l’inizio di una vera amicizia.
Prima volta a un Gran premio di moto?
«Sì, e sono qui solo per Valentino».
Impressioni?
«Gente incredibile. Rispetto al calcio, qui c’è molto più pathos, c’è molta più tensione».
Il suo infortunio?
«Sono già fortunato ad essere qui e poter camminare...».
E il suo amico Rossi? Ritirato dopo soli cinque giri...
«Mi dispiace un casino».
Motore rotto. Momenti sfortunati ne ha passati parecchi anche lei: come si reagisce?
«A Vale dico solo di continuare ad essere come sempre, perché lui è il più forte di tutti. Lo era prima, lo è oggi, lo sarà in futuro. Il fatto che vinca meno non significa che sia cambiato il suo percorso sportivo».
Sì, però gli va davvero tutto storto.
«Ci possono essere momenti in cui, anche se fai tutto bene, i conti non tornano, ma alla fine le cose si sistemano».
Siete due sportivi amati dai tifosi.
«Lui di più».
Come si esce da una momento simile?
«Più forti di prima: e poi Valentino è ancora giovane, ha tempo per vincere altri quattro, cinque mondiali. Piuttosto, quel che fa davvero male è che in un momento così delicato per lui (il sottinteso riguarda più le vicende con il fisco che i problemi di classifica), molti di coloro che lo esaltavano in passato, anche un recente passato, gli hanno subito voltato le spalle».
Succede a chi vive sotto i riflettori.
«E non a caso io sono qui, nonostante i miei guai fisici, sono qui per manifestargli tutta la mia solidarietà... Se solo penso che un anno fa lo osannavano e ora... Però io sono qua».
E come l’ha visto?
«Tranquillo. La gente con gli attributi come me e lui... e posso garantire su entrambi, alla fine riemerge da simili situazioni».
Però ci vorrebbe anche una bella testata alla jella...
«Macché... dovrà solo pensare a fare ciò che ha sempre fatto».