Materazzi stopper sul gossip «Sono dalla parte di Adriano»

Il difensore: «Sto anche con Gilardino, è una persona onesta, dimostrerà la sua estraneità. Ma Vallettopoli deve far riflettere»

da Firenze

Interventi diretti senza girare troppo intorno alle cose. Questo è Marco Materazzi, soprattutto quando più che il football è la cronaca a ritagliarsi lo spazio maggiore.
Quanto è grave trovarsi in testa al campionato e ricevere un proiettile condito da minacce?
«Abbiamo toccato il fondo, gesti del genere sfociano nella vera e propria intimidazione. Mi sembra un controsenso agire così nei confronti di un presidente come Moratti che vuole solo fare il bene dell'Inter e del calcio italiano».
Qualche giorno fa l'invito a scucirsi lo «scudetto di cartone», ora i proiettili anonimi. Non è che l'Inter subentra alla Juve nella classifica dei più antipatici?
«Quel tifoso ha cercato il momento di gloria, sottovalutando che lo scorso scudetto sta trovando giustificazione in come stiamo viaggiando in questo campionato. Saremo pure antipatici, ma da vincenti».
La sentenza in seguito alla rissa del Mestalla è stata pesante. Ne siete usciti con il maggior numero di giornate di squalifica.
«Mi preme sottolineare che, anche se a qualcuno è parso strano, il sottoscritto non è stato coinvolto. Questo perché mi sono imposto quella calma che un po' tutti ormai dovremmo avere. Le squalifiche hanno avuto un sapore amaro: stavolta siamo stati noi quelli provocati, ma il metro di giudizio è stato diverso. Con Zidane ai mondiali ho pagato perché provocatore, a Valencia abbiamo subito».
Il vostro presidente nel derby la calma l’ha accantonata.
«Il suo è stato il gesto di un tifoso, ci si può fare trasportare ma poi tutto deve finire lì. Nell'occasione è stata grandissima la risposta di Galliani. Sono loro i veri trascinatori».
Donadoni ha lamentato che l'Inter non lo aiuta, domenica in campo erano tutti stranieri.
«È vero, e dispiace anche a me, anche se il fatto di essere qui e rappresentare la mia squadra mi inorgoglisce. In questo calcio a questi livelli si va oltre quella che è la nazionalità o il passaporto per allestire grandi squadre».
Quanto successo ad Adriano è figlio della pressione mediatica o c'è un accanimento vero e proprio?
«Ho letto che voleva difendere qualcuno. Adriano è un bravo ragazzo e mi schiero dalla sua parte, come sono a fianco di Alberto Gilardino. Lui è una persona onesta, avrà tempo per dimostrare la propria estraneità. Certo il fenomeno Vallettopoli deve far riflettere. Se si sentono tuoni, vuol dire che da qualche parte piove».
In questa situazione quanto è difficile pensare al calcio giocato?
«Sappiamo benissimo che mercoledì contro la Scozia non potremo permetterci alcun passo falso. Non sarà una gara semplice, ma sicuramente decisiva. Gli scozzesi non mollano mai. Hanno dimostrato le loro caratteristiche contro il Milan in Champions. Ma noi siamo un gruppo capace di non pensare alle polemiche esterne. In molti eravamo già in Germania, i nuovi mi sembra si siano calati al meglio nella mentalità che serve per giocare a questi livelli».