Materne aperte ai clandestini Pronta una raffica di ricorsi

Il tribunale accoglie l’esposto di un’immigrata contro l’ordinanza del Comune: «L’istruzione è un diritto»

È il primo caso, rischia di non essere l’unico. Perché ieri il tribunale civile ha accolto il ricorso di una marocchina contro la circolare del Comune sull’iscrizione dei bambini immigrati irregolari alle scuole materne, ma altre quattro opposizioni sono già pronte. Solo alla Onlus a cui si è rivolta la donna. «Situazioni identiche, di persone in attesa del permesso di soggiorno - spiega l’avvocato Alberto Guariso, che ha assistito l’extracomunitaria -, e che se portate davanti a un giudice finiranno con sentenze “fotocopia”». Nonostante questo, «speriamo che Palazzo Marino modifichi subito quella circolare, così che non sia nemmeno necessaria arrivare a fare una causa». Altrimenti, «finiranno come è finita questa».
E se l’ordinanza del tribunale può diventare un precedente, aprendo così le porte delle scuole materne ai figli di immigrati irregolari, la maggioranza in Comune fa quadrato. La linea è ferma: difendere la circolare, e mantenere aperta la partita sul fronte della giustizia facendo ricorso in appello. Per i legali della donna, si tratta di un atteggiamento incomprensibile. «La decisione del giudice è chiara - insistono -: il Comune deve mettere fine a un comportamento discriminatorio. Ora ci attendiamo che l’ordinanza venga recepita». E proprio per questo, verrà inviata una diffida a Palazzo Marino. Perché è vero che il provvedimento del tribunale ha carattere d’urgenza, e la sentenza arriverà solo il prossimo 15 maggio. Ma - cosa non secondaria - il giudice Claudio Marangoni è entrato così nel merito della vicenda e così nel dettaglio da far prevedere che, proprio a maggio, la sezione civile che se ne occuperà non potrà che ricalcare la linea ormai segnata.
L’avvocato Livio Neri, altro legale della donna marocchina, rilancia. Perché «oltre a revocare la circolare censurata dal giudice, il Comune a questo punto deve iscrivere alla materne tutti i bambini che ne facciano richiesta». «Il tribunale - aggiungono ancora i difensori - ha riconosciuto che il diritto alla scuola e all’istruzione comprende anche il diritto all’accesso alla scuola materna e che dev’essere garantito a chiunque sia sul territorio nazionale». Quindi, conta poco o nulla che - come ha sostenuto Palazzo Marino nella memoria depositata - il Comune solitamente accolga «le richieste anche degli stranieri non in regola», nonostante non sia «tenuto a offrire il servizio offerto a tutti indistintamente, dato il carattere non essenziale o fondamentale del servizio al minore». Il punto è un altro, ed è quello dei principi. «Il giudice - insiste Guariso - dice che il problema non è quello di dire “siamo buoni e accogliamo tutti”. Il problema qui è quello delle regole. Quello che non può essere discriminatorio sono le regole, poi che si faccia una buona politica di accoglienza va benissimo».
Il braccio di ferro, dunque, non è ancora concluso. Lo stesso sindaco Letizia Moratti, da New York, prende tempo. «Non mi sento di dare una risposta. Leggerò la motivazione del giudice e una volta letta la motivazione vedremo che cosa sarà giusto fare».