Materne Gli stipendi di luglio? Ancora non sono arrivati

Si avvicina l’estate, si parla di centri estivi ma le educatrici delle materne che l’anno scorso hanno lavorato nel mese di luglio non sono ancora state pagate. In questione, dunque, gli stipendi di circa 600 operatrici per un totale di 800mila euro, circa 1100 euro a testa. La maggior parte delle educatrici, infatti, aveva obbedito agli ordini di servizio inviati dal Comune che imponevano loro di lavorare per tutto il mese di luglio, e non solo per metà a differenza di quanto era avvenuto l’anno precedente quando avevano prestato servizio tutto il mese solo le «volontarie». Chi ha «disobbedito» ha ricevuto lettere di richiamo o la sospensione dal servizio per uno o due giorni.
Cosa è successo? I fondi necessari per pagare gli stipendi sono bloccati: il Comune, infatti, non può distogliere quei soldi dal fondo senza contrattazione sindacale, che l’anno scorso non era appunto giunta a un accordo. «Il Comune è pronto a pagare le educatrici - dicono dal settore Risorse Umane del Comune - ma questo pagamento è oggetto ancora di un ricorso da parte dei sindacati». Attesa per i prossimi giorni la sentenza.
Per gli scioperi e le continue assemblee dello scorso luglio, che hanno causato enormi disagi alle famiglie milanesi e disservizi in tutti gli asili della città, i sindacati confederali sono stati condannati dalla Commissione di garanzia a pagare a Palazzo Marino 2500 euro ciascuno.
Ma cosa si annuncia per il prossimo luglio? Il destino delle educatrici e delle famiglie milanesi ancora è avvolto nel mistero. I sindacati, infatti, denunciano il fatto che il settore non avrebbe ancora accettato un incontro per discutere della prossima estate. «Il Comune si è dimostrato disponibile fin da subito - è la replica del settore Risorse Umane - a incontrare i sindacati. In realtà un incontro c’è già stato, in occasione della discussione del fondo». «Non si è affatto entrati nel merito» rispondono. Morale? La partita delle materne aperte tutto il mese di luglio è ancora tutta da giocare.