Matrimoni gay, la Svezia è pronta a dire sì

Già dal 2002 la normativa consentiva l’adozione di bambini e, dal 2005, anche di quelli stranieri

Mentre il governo italiano si interroga su come conciliare i «Dico» con i veti della Chiesa cattolica, la Svezia è pronta per fare il grande passo e permettere alle coppie omosessuali di sposarsi con tanto di matrimonio tradizionale, così come avviene per le unioni tra uomo e donna.
È solo questione di poco. La Commissione speciale nominata dal governo ha dato il suo via libera e la proposta presto sarà presentata in Parlamento dove la sua approvazione appare quasi certa. L’unico ostacolo al coronamento del sogno di tanti gay arriva dalla Chiesa protestante, che ancora appare divisa sulla questione. Ma il governo svedese pensa di aggirare l’ostacolo concedendo alle varie confessioni religiose di rifiutarsi di celebrare le nozze omosessuali. Ogni sacerdote, in pratica, sarà libero di decidere se benedire con il sacro vincolo del matrimonio due uomini o due donne. Del resto, non è la prima volta che i preti si schierano a favore dei gay. Dal lontano '97, in Danimarca due omosessuali possono sposarsi in chiesa poiché i vescovi della Chiesa luterana danese accettarono di celebrare i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Ora è la volta della Svezia. Che fa un grande balzo in avanti. Aveva già riconosciuto le unioni gay nel ’94, ma per loro era stata predisposta una normativa specifica, cioè con istituti, obblighi e regole proprie, valide soltanto per coppie omosessuali oppure per quelle etero che non vogliono sposarsi. Dopo il via libera del Parlamento, invece, le unioni potranno trasformarsi in veri e propri matrimoni e le coppie gay, una volta infilato l’anello al dito, godranno dei diritti e doveri di ogni coppia eterosessuale. Così come avviene già in Canada, Olanda, Spagna e Sud Africa, oppure come nel Massachusetts negli Usa, o nelle province di Ontario, British Columbia, Quebec e Manitoba nel Canada.
Matrimonio vuol dire anche figli, un capitolo delicatissimo che in realtà è già stato risolto dalla Svezia e da altri Paesi che ammettono l’adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale.
Il primo Paese a far cadere questo ostacolo è stata l'Olanda. Nel 2001 aveva approvato una normativa che insieme a consentire a gay e lesbiche di sposarsi, garantiva loro anche il diritto di adottare figli. Nel 2002 è stata la volta della Svezia, che nel 2005 è stato il primo Paese a estendere l'adozione anche ai bambini stranieri. Nella cattolicissima Spagna la legge, fortemente voluta dal primo ministro Zapatero e duramente contestata dalla Curia, è stata approvata il 1° ottobre 2004. Ha seguito questa strada anche il Belgio, dove sono molte le coppie dello stesso sesso a vivere con bambini anche senza alcuna normativa specifica.
Diverso il caso di Germania e Danimarca dove le adozioni sono invece vincolate da norme più rigide. Con una legge del novembre 2004, gay e lesbiche tedeschi possono adottare i figli del partner se questo porta nella coppia un figlio naturale oppure se è nato da un’inseminazione artificiale. In Danimarca, l’adozione per le coppie omosessuali è possibile invece solo quando si tratta di figli di uno dei due partner nati da precedenti unioni. In Francia infine, dove nel 1999 sono stati adottati i «pacs» (patto civico di solidarietà), non è prevista la possibilità di adozione per le coppie gay anche se il tema è oggetto di dibattito.