Matrimoni «a tariffa» fra signore anziane e clandestini giovani

Fascino del sudamericano: pare che le signore (sole, e dopo gli -anta) di Altare non sappiano resistere. Fioccano i matrimoni misti. E cosa c’è di male se lui - carnagione olivastra, crine nerissimo, bicipiti da palestrato - ha 32 anni, e la promessa sposa - anche lei non male con i bicipiti, in una stazza da buongustaia - ne ha solo 58? Ma i maliziosi, che allignano anche nelle forze dell’ordine, non se ne stanno dell’evoluzione dei costumi, dell’emancipazione femminile, del melting pot e dei miracoli del silicone. Loro, i maliziosi, vogliono vederci chiaro. Così si mettono a scandagliare le pubblicazioni affisse, per i canonici otto giorni, all’albo del Comune, per eseguire gli opportuni accertamenti. Che danno il solito risultato: il matrimonio è combinato, serve per acquisire la cittadinanza italiana. Si contratta, ci si mette d’accordo sulla somma, si conclude: tu mi vieni incontro, io ti pago. A tariffe altissime: matrimonio in bianco, e tanti assegni in bianco.