Il matrimonio? Per la metà degli italiani è meglio convivere

Nel sondaggio proposto in rete da VoceArancio preferisce il "matrimonio" il 53,6% dei lettori, "convivenza" il 46,4%. È presto per parlare di sorpasso ma la tendenza è quella

Che fare con l'anima gemella: sposarsi o semplicemente convivere? In Italia vince ancora l'unione benedetta in chiesa o sancita in comune, ma la partita è più aperta di quanto ci si potrebbe aspettare (e di quanto attestano i dati ufficiali). Nel sondaggio proposto in rete da VoceArancio, il settimanale online di informazione di Ing Direct, ha detto "matrimonio" il 53,6% dei lettori, "convivenza" il 46,4%.
È presto per parlare di sorpasso in vista: i dati ufficiali sono ancora molto lontani da quelli di altri paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna, Danimarca) dove le coppie che scelgono la convivenza hanno superato quelle che si sposano. Secondo l'Istat, infatti, tra le coppie conviventi solo cinque su cento non sono coniugate. Però è anche vero che l'istituto di statistica fotografa le situazioni accertate, e che esiste un "sommerso" di convivenze in atto che non hanno ancora avuto modo o occasione di emergere agli occhi della pubblica amministrazione.
La tendenza, in ogni caso, è quella di una progressiva diminuzione dei matrimoni: erano 400mila l'anno negli anni Settanta, oggi sono 250mila.
Insieme ai risultati del sondaggio, il prossimo numero di VoceArancio (http://vocearancio.ingdirect.it), on-line domani, propone un'inchiesta su matrimonio e convivenza con dati statistici, interviste, curiosità e analisi, anche economiche, dell'una e dell'altra soluzione. Il settimanale di Ing Direct sarà in rete come tutti i mercoledì a partire da mezzogiorno.