Matrimonio Sia-Ssb San-Intesa al vertice

da Milano

Nozze in vista nel mondo del cosiddetto «denaro di plastica»: Sia (Società interbancaria per l’automazione) e Ssb (Società per i servizi bancari) hanno, infatti, deciso di unire i propri destini per creare un gruppo specializzato nel processing delle carte, dei sistemi di pagamento e per il mercato dei capitali che per dimensioni sarà non solo al vertice in Italia ma anche tra i primi operatori in Europa. L’obiettivo, le linee guida del progetto sono state approvate nei giorni scorsi dai rispettivi cda, è aumentare l’efficienza operativa dell’aggregato e raggiungere «rilevanti economie di scala» così da cogliere «tutte le opportunità di crescita organica e per linee esterne, attraverso l’acquisizione di grandi commesse e di operatori di medie-grandi dimensioni, sia in Italia che all’estero». Quanto alla tecnicalità dell’operazione alle assemblee dei soci, previste a dicembre, sarà proposto un concambio di 5 nuove azioni Ssb ogni 2 titoli Sia. Primo azionista sarà il colosso Sanpaolo-Intesa (a Ca de’ Sass farebbe capo il 16,6% e Torino il 12,4%) seguito da Unicredit (10,9%), Capitalia (6,4%), Mps (5,2%), Credem (4,4%), Bnl (4,2%), Telecom (4,1%), Bpvn (4%) e Banca Sella (3,9%). Secondo le stime il nuovo gruppo punta nel 2008 di raggiungere ricavi complessivi per 400 milioni (378 milioni di fine 2006) suddiviso tra il settore delle carte (40%) quello dei pagamenti e quello del capital market (entrambi dovrebbero contribuire per il 30%). Sempre nel 2008 il margine operativo netto (ebit) dovrebbe invece attestarsi al 13% dei ricavi. La struttura societaria prevede una capogruppo e alcune controllate: Kedrios, Perago, Ra Computer, Sinisys e Tsp.