Matrimonio vietato a chi è senza permesso

Scoppia un caso a Caravaggio, in provincia di Bergamo, dove la giunta leghista ha deciso che gli extracomunitari che non possiedono il permesso di soggiorno non possono contrarre matrimonio con cittadini italiani. Lo hanno stabilito il sindaco Giuseppe Prevedini e il vicesindaco Ettore Pirovano, senatore leghista, con una circolare inviata al dirigente del settore pubblicazioni e matrimoni, Maria Elisa Maggioni. «La circolare del comune di Caravaggio - spiegano i vertici del Comune - ha lo scopo di tappare una grossa falla contenuta nel regolamento dello stato civile di tutti i Comuni. Quando uno straniero vuole sposare una italiana o un italiano vuole sposare una straniera - e quasi sempre si tratta di matrimoni di comodo- si reca allo sportello del comune per chiedere di fare le pubblicazioni. L’assessorato può soltanto chiedere allo straniero di dimostrare la sua identità e la sua cittadinanza. Lo straniero alla data fissata contrae matrimonio e «immediatamente dopo ottiene d’ufficio il ricongiungimento familiare e, al contrario di chi entra con regolare permesso di soggiorno che aspetta 10 anni, dopo 2 anni può chiedere la cittadinanza».
Il caso ha suscitato reazioni diverse nella stessa maggioranza. Luana Zanella, vicepresidente dei deputati verdi, giudica «assai penosa» la sortita del sindaco di Caravaggio: «I sindaci sceriffi prendono iniziative populiste nel silenzio dei loro partiti di riferimento e questo è inaccettabile. Spesso le loro azioni gettano discredito su tutto il nostro Paese». Per Silvana Mura dell’Italia dei valori, invece, «l’ordinanza tocca un problema reale».