Da Matta operato d’urgenza: un cervo gli ha tagliato la pista

L’ex pilota di F1 andava a 200 all’ora. Per lui forte trauma cranico: è ricoverato in terapia intensiva

Marco Zucchetti

Animali e velocità, un rapporto sinonimo di guai. Frenare mentre un gatto nero decide di portarti iella attraversando il vicolo di casa. Oppure trovarsi di fronte un cervo che saltella sull’asfalto mentre sfrecci a 200 all’ora nel bel mezzo del Wisconsin. Terra di laghi, boschi e selvaggina imbizzarrita. Chiudere gli occhi, stringere i denti e pregare che il suo istinto lo faccia scansare in tempo. Speranza vana.
È quanto accaduto ieri a Cristiano Da Matta durante la sessione di prove libere in programma sul circuito Road America, ad Elkhart Lake. Il 32enne brasiliano, tornato a gareggiare in Champ Car (l’ex Formula Cart) nel 2005, ha infatti investito un cervo, entrato nel recinto del circuito dalla vicina foresta. Da Matta ha battuto violentemente il capo nell’impatto, ha perso i sensi ed è stato trasportato in elicottero al Theda Clark Memorial Hospital di Neenah. Qui, come dichiarato dal direttore medico della Champ Car Chris Pinderski, «Da Matta è stato operato d’urgenza per rimuovere chirurgicamente un ematoma sub-durale successivo al trauma cranico».
Il brasiliano di Belo Horizonte, le cui condizioni sono serie ma mantenute sotto osservazione, aveva trionfato prima in Formula Indy nel 1998 e poi in Formula Cart nel 2002, con il team Newman/Haas. Passato poi in Formula Uno nel team Toyota, Da Matta lasciò il volante a Ricardo Zonta dopo il Gran Premio di Hockenheim del 2004. Tornato nei campionati statunitensi, lo scorso anno ha corso con il PKV Racing Team, mentre nel 2006 è passato alla Dale Coyne Racing.Il grave incidente di ieri non è il primo caso di schianti provocati da animali che oltrepassano le recinzioni e attraversano le piste. Nel dicembre 2004, sulle nevi del Sasslonch, in val Gardena, Kristian Ghedina aveva schivato un capriolo a pochi metri dall’arrivo della libera: una tragedia sfiorata. Meno pericolosi invece i volatili, come il gabbiano che Mika Hakkinen investì al volante della sua McLaren. O come quello che Valentino Rossi si trovò infilato nel filtro dell’aria lo scorso anno a Phillip Island. E c’è anche chi, come il motociclista Gino Borsoi, fronteggiò per ben due volte un cobra sul circuito di Sepang, in Malesia.
Un’esperienza quasi mistica, tanto da eleggere il serpente a portafortuna. Una cosa che Da Matta non farà. Per lui Bambi rimarrà solo un grande spavento.