Matteoli: "Basta sprechi Per 32 passeggeri in treno spendiamo 3 milioni"

Il titolare delle Infrastrutture: "La linea Bari-Reggio Calabria non ha senso. Meno costoso comprare un'auto a tutti". "Le infrastrutture sono fondamentali per le imrpese e il turismo"

Roma - Il piano decennale delle infrastrutture strategiche della Legge Obiettivo ha un valore di 174 miliardi di euro. Il Cipe ha deliberato interventi per 115,6 miliardi, dei quali solo 60 sono già disponibili. L’allegato al Dpef messo a punto dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli prevede di recuperare nel triennio 2009-2011 14 miliardi di risorse di provenienza pubblica e ben 30 miliardi dal settore privato. Il programma è ambizioso e Matteoli ne è consapevole perché anche nel suo comparto ci sono rami secchi da tagliare.

Ministro Matteoli, era necessario riaprire il fronte-infrastrutture viste le numerose emergenze che il governo deve affrontare?
«Le infrastrutture nel nostro Paese sono indispensabili allo sviluppo per due ordini di motivi. Il primo è la competitività della nostra imprenditoria piccola e media che ha bisogno di ricevere materie prime e consegnare il prodotto finito al minor costo possibile. Il secondo è l’industria del turismo. Non c’è tempo da perdere».

Come?
"Non è possibile fare tutto questo con le risorse che Tremonti può mettere a disposizione. In questi primi 40 giorni di governo ho cominciato ad avere incontri con i privati perché ci sono due strade da seguire: il project financing e il partenariato pubblico. I privati chiedono dalla politica date certe e regole certe e questo è quello che noi dobbiamo fare. Abbiamo parlato con i fondi di investimento e con la Bei (Banca europea per le infrastrutture, ndr)".

Può fare qualche altro nome?
"In primo luogo l’Agi, l’associazione delle grandi imprese di costruzione con la quale nei prossimi giorni avrò altri incontri".

Il ministero, quindi, farà da trait d’union?
"Il nostro è un discorso di sistema. Il mio compito è quello di dare regole certe e tempi certi, fatte le opportune verifiche con governo e Parlamento. E poi occorre un’altra cosa: un rapporto corretto con le istituzioni e con le Regioni. Ho parlato con il presidente Marrazzo perché per l’autostrada Livorno-Civitavecchia manca la parte di competenza del Lazio. Si è aperto un tavolo tecnico e presto ci rivedremo".

E il Ponte sullo Stretto?
«Ho incontrato il commissario Ue ai Trasporti Tajani e ci vedremo ancora per riattivare il finanziamento europeo che il governo Prodi aveva accantonato».
Come va con la Tav? L’abrogazione della revoca delle concessioni prevista dalla Bersani-bis dovrebbe velocizzare i tempi.
"Ho incontrato per tre volte l’ad di Fs Mauro Moretti e abbiamo esaminato tutto. La prossima settimana ci incontreremo nuovamente e avremo un quadro ancora più preciso. Ma sulle Ferrovie bisogna fare alcune riflessioni. Ci sono linee in attivo con reddito abbastanza alto e altre in perdita ma con un aspetto di socialità che deve essere considerato. In alcuni casi, però, il buon senso dice che è meglio chiudere. Può reggere una tratta come la Reggio Calabria-Bari che costa oltre 3 milioni l’anno per trasportare 32 passeggeri per treno? Si fa prima a regalare a ogni viaggiatore un’auto di lusso".

Anas e Rete ferroviaria italiana richiedono 22 miliardi di investimenti nei prossimi tre anni. Pensate a un intervento dei privati?
"Stiamo lavorando per individuare le soluzioni. Non escludiamo un partenariato".

Lei ha detto che il Ponte sarà pronto nel 2016. C’è qualche altra data che è in grado di indicare?
"La Livorno-Civitavecchia si può terminare entro il 2011-2012. Sulla Tav Torino-Lione aspettiamo la fine del mese quando l’Osservatorio avrà terminato il suo lavoro. Solo dopo si potranno fare previsioni. La coesione della maggioranza di governo ci dà forza, ma dobbiamo stare attenti a non rompere il giocattolo e lavorare con buon senso".