Matteoli: "Linea dura contro i camionisti. Guidano per troppe ore"

Il ministro delle Infrastrutture: &quot;Occorre un provvedimento a livello europeo per riuscire a controllare per quanto tempo i Tir viaggiano senza fare soste&quot;: Code, incidenti, morti: <a href="/a.pic1?ID=282189" target="_blank"><strong>la maledetta mulattiera della Venezia-Trieste
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da Roma

Ministro Matteoli, realizzerete la terza corsia sulla autostrada Venezia-Trieste, e in tempi rapidi?
«Abbiamo inserito la realizzazione della terza corsia nell’intesa generale quadro firmata l’1 agosto con la Regione Friuli dal presidente Berlusconi, dal sottoscritto e dal presidente della Regione. È la dimostrazione che vogliamo realizzarla».
Per la Venezia-Trieste verrà nominato un commissario?
«Sì, verrà nominato per togliere di mezzo la burocrazia e accelerare le procedure. Era già stato deciso».
Ha pensato a qualche provvedimento per stabilire più regole legate al trasporto pesante in autostrada?
«In Italia ci sono norme che prevedono che non si possa viaggiare per un certo numero di ore. Il problema è che da noi arrivano mezzi che partono dall’estero. Magari si fermano sei ore dall’attraversamento del confine ma sono alla guida da 18. Bisogna che l’Europa faccia di più. Ne ho parlato con il commissario Tajani. Bisogna studiare un modo per controllare chi arriva da un Paese fuori dall’Europa e cercare di sapere da quante ore è alla guida».
Si riuscirà in cinque anni a spostare parte del traffico merci su rotaia?
«Quando saranno concluse le linee ad alta velocità si libereranno linee ferroviarie per mettere i camion su rotaia. Ma dobbiamo far crescere anche le autostrade del mare. La Salerno-Reggio Calabria è una delle priorità del governo. Sono stati aperti tratti importanti. Poi ci sono le infrastrutture venete, quelle lombarde in vista dell’Expo...».
Quando la prima pietra del Ponte sullo Stretto di Messina?
«Ho già parlato con il commissario Tajani per non perdere finanziamenti assegnati. Si parla di far partire i lavori nel 2010 per completarli nel 2016».
Il governo è molto impegnato sulla sicurezza da microcriminalità, e la sicurezza stradale?
«In questi ultimi mesi il numero degli incidenti è calato del dieci per cento, quelli mortali del 14. Certo, chi ha la responsabilità di questo settore dovrebbe portare a zero il numero degli incidenti... Ma credo che il decreto del primo Consiglio dei ministri, che prevede la confisca dell’auto per chi viene trovato in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, sia un deterrente molto forte».
Ha un’idea nel cassetto tipo la patente a punti?
«Quella fu un’idea geniale che diede i suoi frutti. Posso dire che la confisca del mezzo, l’aver liberato un po’ di agenti perché usiamo l’esercito, ha fatto aumentare i controlli. Auspico ora che in tempi brevi si arrivi a un insegnamento nelle scuole della sicurezza stradale. La scuola guida dura uno, due mesi, in cui i ragazzi apprendono ciò che devono fare. Se ci fosse invece una preparazione precedente arriverebbero alla patente con la piena consapevolezza di ciò che hanno tra le mani».
Ne ha parlato con il ministro Gelmini?
«Certamente».
Ci sono altre priorità autostradali legate anche alla sicurezza?
«La Pisa-Firenze per esempio. Anche qui è necessaria la terza corsia, ho già parlato con il concessionario. Abbiamo chiara la mappa delle emergenze. In questo Paese per 17 anni non si è realizzata un’opera. Durante lo scorso governo, Di Pietro qualche opera ha continuato a portarla avanti, ma molte si sono fermate perché c’era stato un veto del governo contrario alle infrastrutture. La realizzazione di grandi opere per l’Italia è anche un’esigenza di sviluppo economico».
È preoccupato per la sicurezza dei treni dopo i recenti incidenti?
«Lo sono certamente. A Potenza, l’ultimo, si dice che ci sia stato un errore umano. Ma questo non mi tranquillizza, anzi: ci sono tecnologie che rimediano all’errore umano».
I tempi della Tav Torino-Lione?
«A ottobre porterò i documenti in Europa per non perdere i finanziamenti. A dicembre avremo un quadro completo del tipo di progetto e si potrà passare alla progettazione definitiva con la valutazione dell’impatto ambientale. L’opera sarà realizzata in sintonia con il governo francese».