Matteoli: «Un’ottima riforma An è già pronta a difenderla»

Il responsabile del Lavoro Damiano prende tempo: «Quelle norme le stiamo già cambiando». Ma la Margherita frena: nessuna modifica

da Roma

«La manifestazione organizzata in sostegno della Legge Biagi? Io ci sarò e vedrete che ci saranno tutti i dirigenti di Alleanza nazionale». Altero Matteoli prende la parola e scioglie i dubbi sulla partecipazione del partito di Via della Scrofa all’evento del 20 ottobre, chiarendo un equivoco generato da una dichiarazione di Ignazio La Russa.
Onorevole Matteoli, Casini aderisce alla contro-manifestazione a favore della legge Biagi. Lei, come presidente dei senatori di An, cosa farà?
«Io parteciperò e auspico che tutti gli elettori di An siano presenti. Probabilmente l’amico La Russa ha voluto mettere l’accento soprattutto sulla nostra iniziativa del 13 ottobre quando manifesteremo per la sicurezza. D’altra parte non è possibile organizzare due grandi manifestazioni a una settimana una dall’altra. Ma alla manifestazione del 20 io andrò e farò di tutto perché partecipino tutti i nostri elettori».
Qualcuno, però, dice che la legge Biagi può essere migliorata.
«Tutto può essere migliorato ma quella è una legge che va difesa. Si può cercare di fare piccole correzioni ma bisogna anche difendere le tante cose buone che il centrodestra ha fatto. Ribadisco: io sarò in piazza e ci saranno tutti i dirigenti».
Sulla legge Biagi si sta consumando l’ultimo scontro dentro il governo tra riformisti e massimalisti. Ci sarà un compromesso al ribasso o l’esecutivo deciderà di decidere?
«Il ministro Bonino da un lato e Giordano e Ferrero di Rifondazione dall’altro sostengono tesi diametralmente opposte e inconciliabili sul welfare. Ci chiediamo, ancora una volta: Prodi con chi sta? La sua tattica è di far litigare i ministri e non intervenire mai per dire chi ha ragione. Per poi, alla fine, dire: attenzione che così si va tutti a casa. Il problema è che ne fa le spese il Paese. La risposta che dà, è pilatesca. Spetta a lui deve rivendicare una linea politica. La verità è che abbiamo un governo ma non abbiamo più un presidente del Consiglio».
Ma l’esecutivo rischia davvero di cadere su questo ennesimo braccio di ferro?
«Se la politica ha ancora una logica, questo governo è morto. Si tratta di vedere chi staccherà la spina. Lo scontro tra la Bonino e Ferrero non è di poco conto ma i massimalisti hanno dimostrato che si agitano ma poi non vanno fino in fondo. Saranno i moderati, prima o poi, a staccare la spina».
Al contempo, però, tornano ad agitarsi spinte centriste. È preoccupato come esponente di An dallo spettro del Grande Centro?
«Vedo in questa estate un attivismo di Casini un po’ anomalo rispetto al periodo che stiamo vivendo. In una lettera a un quotidiano, però, parla testualmente di sogni in relazione all’ipotesi di ricreare la Dc. Evidentemente vuole tranquillizzare una parte del suo elettorato rimasto vicino alla Dc ma sa che non si può rifare la Balena Bianca con il 6-7%».
Ma secondo lei alle Europee del 2009 Udc e Udeur si presenteranno insieme?
«L’Udc ha preso spesso le distanze dalla Cdl ma ha sempre votato in maniera unitaria con il resto della coalizione. Possiamo andare a votare senza l’Udc? Io farò di tutto perché questo non accada e Casini resti nel luogo che gli appartiene: il centrodestra. D’altra parte non ci sono i presupposti: l’elettorato centrista non vuole un passaggio a sinistra».