Matteoli: «Il successo del piano colpo durissimo per la sinistra»

«Ci accusavano di vendere fumo, però i fatti li smentiscono. Entro giovedì contiamo di concludere»

da Roma

La trattativa sindacale sulla Nuova Alitalia sta entrando nella fase decisiva. Ministro Matteoli, lei ha partecipato all’incontro di venerdì con la cordata Cai e i sindacati. Ha l’impressione che il negoziato vada per il verso giusto?
«Le mie impressioni sono sicuramente positive - risponde il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli - anche se è chiaro che ci sono ancora nodi da sciogliere. Il negoziato è incominciato nel migliore dei modi, perchè questa volta si discute di un progetto serio, condiviso dal governo; un progetto volto non solo ad evitare il fallimento della compagnia, ma di rilancio per il futuro. Non si tratta della solita iniziativa-tampone. E credo che per questo motivo i sindacati, pur facendo il loro mestiere a tutela dei lavoratori, stiano collaborando».
Sembra un po’ paradossale, ma più che il sindacato è l’opposizione di centrosinistra ad attaccare duramente il piano Alitalia. Veltroni sostiene che la compagnia, alla fine, verrà regalata a qualche straniero.
«Durante la campagna elettorale, la sinistra diceva che la cordata era inesistente, e che Berlusconi vendeva fumo. Ora si vede che i privati ci sono, si tratta di imprenditori di grande importanza, e la cifra che hanno raccolto è superiore alle previsioni. Poi hanno detto che gli esuberi sarebbero stati di meno se Alitalia fosse stata ceduta ad Air France. Non è vero, basta sentire che cosa dice il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Hanno quindi parlato di svendita, ma l’unica svendita sarebbe stata la cessione ai francesi con ripercussioni innegabili e pesanti sul nostro turismo: è più facile che Air France convogli i turisti a Parigi piuttosto che a Roma. Adesso, infine, Veltroni dice che si tratta di una cordata finta, e che alla fine la compagnia sarà venduta, o peggio regalata, a un qualche acquirente straniero. Vorrei però ricordargli che gli imprenditori della cordata si sono impegnati a mantenere le loro quote azionarie fino al 2013, accettando il fatto che la compagnia resti italiana. Nel complesso, come si vede, la sinistra ha fatto quattro grossi flop. Il successo del piano è per loro un colpo molto duro».
E comunque Air France sembra intenzionata a entrare come socio di minoranza.
«Mi lasci spendere una parola in favore degli imprenditori della cordata guidata da Colaninno. Il mondo politico - a sinistra ma anche noi, qualche volta - ha detto spesso che gli imprenditori italiani sono pigri, spesso assistiti, e così via. Mi pare che in questo caso gli imprenditori non sono stati pigri, anzi hanno avuto fiducia nel governo, ed hanno investito cifre importanti. Il risultato è che l’operazione è solida, tanto solida e convincente che Air France si è detta disponibile a entrare con una partecipazione di minoranza. Mi sembra una buona cosa».
Ed ora vorrebbe entare nella Cai anche la Regione Lazio....
«Assurdo. Che cosa vogliamo, che dall’Alitalia esca lo Stato e vi entrino le Regioni? Quella di Marrazzo è propaganda. Sa bene di non poter partecipare alla cordata, ma soffia ugualmente un po’ di fumo negli occhi della gente. Non può andare da nessuna parte anche perchè l’ingresso della Regione potrebbe rappresentare un aiuto di Stato».
Ministro Matteoli, lei è il titolare dei Trasporti, quindi si interessa del sistema aeroportuale nazionale. La convince il piano Cai nella parte in cui supera il sistema degli «hub» e preferisce sviluppare più scali aeroportuali in diverse aree del Paese?
«Oggi, se parto da Venezia o Pisa e sono diretto a Palermo, spesso devo far scalo a Roma. Con il progetto Cai, invece, arrivo direttamente a destinazione. Mi sembra una decisione di buon senso. Allo stesso tempo la nuova Alitalia non sarà una compagnia regionale, ma ben presente nel bacino europeo e anche ben collegata con il resto del mondo: le destinazioni intercontinentali a lungo raggio sono, se non sbaglio, diciannove e sono destinate a crescere».
La Nuova Alitalia, dice il commissario Fantozzi, potrebbe nascere a novembre. Entro l’anno il problema sarà risolto?
«Non voglio fare il super ottimista, ma sono ragionevolmente certo che entro l’anno la nuova compagnia sarà operativa. In questa prospettiva il rapporto col sindacato sarà fondamentale, dobbiamo cercare di chiudere entro giovedì. Voglio ricordare che il governo ha promesso ai dipendenti Alitalia che non lascerà a piedi nessuno. Per chi non entrerà nella nuova azienda ci sono sette anni di ammortizzatori sociali, e il governo li aiuterà a trovare una nuova occupazione».