Mattia

Dicono gli Atti degli Apostoli (At 1, 15) che, suicidatosi Giuda, c’era da ricostituire nella sua integrità il collegio apostolico perché si doveva essere in dodici come le dodici tribù di Israele, secondo quel che aveva detto Cristo. Gli undici chiesero alla comunità dei discepoli di presentare loro un paio di candidati tra quelli che avevano seguito Gesù fin dall’inizio. Tutti additarono Giuseppe detto Barsabba e soprannominato “il giusto”, e un certo Mattia. Gli undici, dopo avere invocato lo Spirito Santo, tirarono a sorte e la scelta cadde su Mattia. Mattia, dunque, dodicesimo apostolo “aggiunto”, ebbe anch’egli l’infusione dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste. Altro, su di lui, le Scritture non ci dicono. Il resto lo dobbiamo alla tradizione (non si dimentichi che la predicazioine era orale; gli scritti vennero dopo, quando il ricordo, per motivi anagrafici, cominciò a offuscarsi e i testimoni oculari erano ormai tutti morti) e a vangeli apocrifi (tantissimi e non per nulla cassati dalla Chiesa; si pensi che quello che parla di Mattia si chiama “Atti di Mattia e Andrea nel paese degli antropofagi”). Pare che questo santo abbia predicato dapprima in Giudea, poi in Cappadocia e nella regione del Mar Caspio. Secondo alcuni fu l’evangelizzatore dell’Etiopia, ma non si sa nulla di preciso al riguardo. Certe leggende lo dicono martirizzato tramite crocifissione, ma in alcune antichissime raffigurazioni compare con altri strumenti di martirio, come asce e alabarde. Parte delle sue reliquie furono ritrovate da s. Elena (madre di Costantino) a Gerusalemme e portate a Roma.