Una mattina aspettando il tram tra display rotti e orari sballati

In viaggio sui mezzi pubblici. Le paline di Atm danno i numeri o «barano» sui tempi di attesa Il
passaggio dei bus non coincide quasi mai con i minuti annunciati

A volte aspetti un minuto, altre volte stai lì fermo una buona mezz’ora. Non sai mai cosa accadrà alla fermata del tram. Una roulette. Signori e signore, fate il vostro gioco. Sulla ruota di Milano tutto è possibile: puntate sul 27, sul 3, sul 12. Azzeccare l’orario equivale a un terno al lotto. E non pensate che le paline elettroniche alla fermata vi possano dare una mano. Tutt’altro. Molto spesso sviano. Leggi che il 14 passerà tra 7 minuti. Ti fidi e ne approfitti per un caffè al volo al bar di fronte. Ed eccoti lì, al bancone con la tazzina in mano che vedi dalla vetrina il tuo 14 passare dopo solo due minuti.
Abbiamo provato a verificare sul campo. Quello dei mezzi in ritardo non è un luogo comune. Ma in ritardo rispetto a cosa? Rispetto ai display: 1.600 palette elettroniche distribuite in tutta la città che ti segnalano attese, corse «alterate», informazioni di servizio. Ne azzeccassero una. I ritardi non sono mai eccessivi (in media una decina di minuti) ma è raro che gli orari coincidano con quelli annunciati.
Scegliamo un lunedì mattina per fare il nostro giro per mezzi pubblici: tempo ottimo, negozi chiusi, poco traffico, nessun corteo. Eppure i ritardi ci sono lo stesso. Una palina su due è spenta o ha il display danneggiato, illeggibile.
In via Torino lo schermo elettronico non indica nulla, ma il 14 passa lo stesso, senza preavviso, come se la palina fosse lì solo per bellezza. Proviamo con l’uno, in via Santa Margherita, a un passo da piazza Cordusio. «Max 1 minuto» ci annuncia il servizio di Atm. Ma all’orizzonte non spunta nulla, nemmeno dopo cinque minuti. Sarà forse per recuperare il tempo perduto che il conducente, qualche via dopo, tira dritto e non fa sosta alla fermata.
Vabbè, proviamo con un’altra linea. A sorpresa la linea tre, la più «insultata» dai passeggeri, funziona a meraviglia e spacca il secondo. Un po’ più difficile viaggiare sul 12. Viene annunciato dopo 11 minuti e, con largo anticipo, passa solo dopo tre minuti spiazzando tutti. Un sollievo inaspettato per chi è fermo alla pensilina. Meno per chi cerca di far quadrare i conti tra orari annunciati e orari effettivi. Non c’è matematica, non c’è regola.
Continuiamo a girare. Sulla linea del 9 non ci sono molte paline elettroniche. Proviamo allora a verificare con gli orari appesi ai pali. In via Col di Lana leggiamo che il tram passerà ogni sette minuti. «Sì ma io - dice scocciata una signora - sto aspettando già da dieci». E in effetti del 9 non c’è l’ombra ancora per un bel pezzo. Poi, colpo di scena, ne arrivano due contemporaneamente, uno in fila all’altro: il primo strapieno di gente, il secondo quasi vuoto.
Corso Genova: il display è stato danneggiato da qualche vandalo. In parte è scarabocchiato da vernici spray o coperto da adesivi e per metà ha i pixel fuori uso. E così non riesci a capire se il tram passerà tra due o tra 22 minuti.
Come la casualità degli orari Atm dimostra, ecco che passa, smentendo sia un’ipotesi sia l’altra. Non c’è verso: arriviamo alla conclusione che l’unico modo è mettersi l’anima in pace, scegliersi un posto riparato sotto la pensilina e starsene lì ad aspettare, senza nemmeno prendersi la briga, in tanti casi, di controllare gli orari. Prima o poi il tram arriverà.