Mattinata da incubo alla coda Gestline

Riccardo Re

Mattinata da tregenda a Gestline. Che lì non tutto funzionasse per il meglio già si sapeva, ma i tempi di attesa e i disservizi accaduti ieri mattina a numerosi utenti sono stati da record.
Già dalle prime ore del mattino la coda fuori dagli uffici raggiungeva alcuni metri. I funzionari però si sono rifiutati di dare spiegazioni, e anzi hanno efficientemente imposto i dictat da regolamento: vietato fotografare e vietato parlare con la gente in coda.
Ma chi ha sopportato ore di attesa, alla fine, voglia di parlare ne aveva, eccome. «Non se ne può più, è un'indecenza» è la prima invettiva di sfogo gridato all'uscita da decine di malcapitati che hanno impiegato una mattinata intera per semplici pagamenti.
Nell'arco della mattinata, gli sportelli chiusi erano circa la metà. Alle 12.30, ai numeri 1, 4, 9, 11, 13, 14, 16 e 17, 18 nessun impiegato ha risposto all'appello, nonostante ci fosse chi, come Rosamaria Albo, avesse minacciato perfino di chiamare la polizia. I più, ancora prima di prendere il fatidico numero, hanno dovuto attendere oltre un'ora all'esterno.
Una volta con il biglietto in mano il destino dei genovesi dipendeva tutto da una lettera. A chi è toccata la F (pagamenti ordinari) difficilmente è riuscito a sbrigarsela in meno di tre ore. Ai possessori di un biglietto U (maggiori rateazioni) però non è andata meglio. E se si pensa che la loro lettera, nata proprio per velocizzare le operazioni di chi a Gestline tocca venire almeno una volta al mese, si capisce la loro esasperazione: «Io trascorro qui tutti i miei giorni di ferie» denuncia una signora che dichiara di «non poter pagare con un normale F24 perché hanno scorporato male le rate e se pago altrove, come è già successo, risultano dei mancati pagamenti».
Tra i tanti che chiedono soltanto informazioni (biglietto H e ugualmente ore di attesa) si nascondono storie incredibili. Mariagrazia Accinelli è pronta a chiamare Striscia la Notizia: in settimana le è arrivata una raccomandata per il fermo della macchina. Le hanno imputato il mancato pagamento di una multa. «Io però quella cartella non l'ho mai ricevuta, ora voglio spiegazioni: mi hanno detto dopo ore di attesa che devo andare dai vigili per dimostrare il pagamento, chiedere il mio certificato anagrafico storico, dopo di che dovrò ripagare ugualmente la multa per intero, evitando però una mora che senza io sapessi nulla è scattata già da settimane», spiega la donna allibita.
Disservizi impensabili e attese interminabili. Decine i cittadini che si espongono con nome e cognome per raccontare le loro disavventure sperando che gli Enti locali, che affidano il loro servizio di riscossione a Gestline, intervengano in favore del cittadino.