Mattone in frenata nel 2006

Il mercato cresce del 2,6%. È il dato più basso degli ultimi otto anni

da Milano

L’investimento sul mattone continua a piacere agli italiani. Secondo i dati sulla congiuntura economica immobiliare del secondo semestre del 2006 elaborati da Nomisma, il mercato delle case continua a essere in crescita, anche se si è fermato il boom che ha contrassegnato gli ultimi anni: i dati degli ultimi 6 mesi del 2006 sono infatti i più bassi degli ultimi otto anni. L’aumento delle quotazioni si attesta sul 2,6% per quanto riguarda il mercato delle case ed è più o meno sullo stesso livello (2,5% e e 2,7%) per uffici e negozi. Secondo Nomisma il trend si assesterà anche nei primi mesi del 2007. «Il mercato immobiliare - ha detto Gualtiero Tamburini, vicepresidente di Nomisma - vale tranquillamente più del 10% del pil e il patrimonio immobiliare italiano è di 4.100 miliardi, più o meno tre volte il prodotto interno lordo nazionale».
Negli ultimi mesi è calata la percentuale delle famiglie proprietarie della prima casa anche se sono aumentati gli acquisti delle seconde case, non tanto in luoghi di vacanza, ma nei centri cittadini: il 30% dei mutui richiesti è per l’acquisto di una seconda casa, quattro anni fa erano il 10%. Segno che il mattone, nonostante il meno 0,3% di crescita «percepita» dagli addetti ai lavori e il calo dei rendimenti delle abitazioni (oggi si aggirano sul 5%, mentre nel 1999 erano del 5,8%), sia ritenuto dagli italiani ancora un investimento più che valido. Si è fermata anche la corsa a crescere dei prezzi massimi e sono in diminuzione i canoni di locazione a causa dell’aumento dell’offerta.
Il numero di compravendite delle case è in calo nelle grandi città, mentre sale nelle località minori (dove il prezzo è più basso). Nel 2006 il numero delle operazioni dovrebbe attestarsi sui valori del 2005, circa 800mila, di cui il 10-15% fatto da immigrati.
L’indice delle società immobiliari quotate è cresciuto del 20,6% con un incremento dall’inizio del 2004 al 120,4%. La riprova del successo finanziario di chi si occupa di edilizia sono i 24 nuovi fondi immobiliari approdati sul mercato con un valore degli attivi di 21,5 miliardi, 18,5 dei quali rappresentati da investimenti immobiliari.
Milano si conferma la città più cara (8.183 euro al metro quadrato nelle zone di pregio, 6.774 nel centro), seguita da Venezia (7.769 e 6.633) e Roma (7.318 e 6.218). Fra le 13 grandi città prese in esame da Nomisma è Bari (con il + 3,8%) quella in cui i prezzi salgono di più, mentre la crescita più lenta (più 1,4%) si registra a Milano. L’equazione prezzi alti uguale crescita più lenta non è però automatica, visto che l’aumento del 3,4% delle case di Roma e il 3% di quelle di Venezia città si collocano al di sopra della media nazionale.