Maturità, 25mila sui banchi: parte la caccia ai commissari

Sarà un’impresa trovare gli esaminatori esterni: c’è chi aspetta ancora i compensi di 3 anni fa

Saranno 25mila gli studenti delle superiori di Milano e provincia che dal prossimo 20 giugno affronteranno gli esami di Stato per raggiungere il diploma. Il primo giorno lo scritto di italiano, quello seguente la seconda prova scritta, il 25 giugno la terza. Poi i colloqui. Una prova certamente più impegnativa dell’anno scorso, perché il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha ripristinato i commissari esterni: i candidati dovranno dimostrare la loro preparazione non solo ai docenti con cui hanno lavorato tutto l’anno, ma a una commissione «meno di casa», in cui sono presenti, oltre che al presidente, anche tre commissari esterni. E qui nasce il primo problema: a giorni il ministero trasmetterà alle scuole la composizione delle commissioni. Quasi sempre sicuri saranno i nominativi dei membri interni, ma non altrettanto succederà per quelli esterni. Si dà per scontato, infatti, che saranno parecchi i docenti non disposti ad andare in trasferta a fare i commissari. In questo caso gli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditorati) saranno costretti a sostituire i rinunciatari: una caccia al commissario ben nota negli anni passati, questa volta resa più difficile dalle condizioni economiche che accompagnano questo rito. I compensi previsti non sono certo allettanti, e soprattutto troppo incerti. Ci sono docenti che devono ancora ricevere quelli maturati due o tre anni fa, e già si sa che i fondi messi a disposizione per questi esami non basteranno a pagare tutti i commissari.
Negli anni scorsi i dirigenti scolastici avevano arginato la situazione anticipando i pagamenti, in attesa del rimborso da parte dello Stato. Ora però i bilanci delle scuole sono condizionati dal fatto che mancano i fondi per pagare i supplenti. E per i dirigenti la scelta è obbligata: prima gli stipendi ai precari. Antonio Zenga, responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, ha istituito una speciale task force formata da tre dirigenti scolastici di particolare esperienza: Marina Franco dell’Istituto Virginio di piazza Ascoli, Salvatore Forte del Dell’Acqua di Legnano e Carla Arienti del Machiavelli di Pioltello che collaboreranno con Marisa Valagussa, responsabile a livello regionale delle operazioni esami di Stato in Lombardia. Il «pool» entrerà in azione da oggi, per incontrare i dirigenti scolastici e chiarire con loro tutte le innovazioni previste per le prove, in modo da essere pronti il 18 giugno quando si insedieranno le commissioni esaminatrici per verificare la regolarità delle situazioni e concordare i criteri da adottare collegialmente per valutare i candidati.