Maturità, errore nella traccia su Montale

Errore nell’interpretazione da parte degli esperti dell’ex ministro Fioroni. Gelmini: &quot;Punirò i responsabili&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=270036">Sgarbi</a></strong>: &quot;Bastava leggere le note&quot;. Le firme de <em>Il Giornale</em> all'esame: <strong><a href="/a.pic1?ID=270082">Paola Barbato</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=270080">Domizia Carafòli</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=270081">Silvio Ramat</a></strong> e <strong><a href="/a.pic1?ID=270281">Maria Giovanna Maglie</a></strong>

Roma - Ma quel benedetto «sorriso» era di una lei o di un lui. La questione - capirete bene - non è da poco. A dirimere la spinosa vicenda è stata la poetessa Maria Luisa Spaziani che, ad Eugenio Montale, è stata legata da «affettuosa amicizia»: «I versi di “Ripenso il tuo sorriso” sono dedicati a un compagno di scuola». Insomma, un bel maschietto. Ma ormai la frittata era fatta. Tutto merito dell’ex ministro Giuseppe Fioroni che, prima di lasciare viale Trastevere, ha fatto in tempo a siglare questa clamorosa svista. Costringendo l’attuale responsabile dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, a dichiarare che «saranno individuate le responsabilità e adottati gli opportuni e conseguenti provvedimenti, anche se l’errore non inficia la validità della prova». E poi: «Credo sia opportuno rivedere il sistema e le procedure per la formulazione delle tracce medesime, decisamente troppo burocratiche, per lasciare ai maturandi maggiore libertà».

Ma torniamo alla gaffe-Montale. Nelle indicazioni elaborate dai «vecchi» consulenti ministeriali e fornite ieri ai maturandi, si faceva infatti esplicito riferimento a una «figura femminile». «Nella prima strofa - si legge nel testo di supporto fornito agli studenti - il poeta esprime, in una serie di immagini simboliche, da una parte la sua visione della realtà e dall’altra il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile». La poesia, tratta da «Ossi di Seppia» è presa a spunto per chiedere di commentare «il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile» e «il ricordo della donna» che è «condensato nel suo viso e nel suo sorriso». Ma già dopo poche ore in molti, negli ambienti letterari, facevano notare che il futuro premio Nobel l'aveva dedicata al ballerino russo Boris Kniaseff, come testimonia la dedica «a K». Una «K» che in viale Trastevere forse avevano confuso con l’iniziale di un nome femminile, tipo Katerina e Katiusha... «Ma quale donna? Bastava semplicemente leggere le note della poesia per capire che i versi sono dedicati a un uomo» osserva Giovanni Pacchiano, curatore della rubrica «NarriItalia» sul Sole 24 Ore. Infine una proposta che sembra una barzelletta: «Il ministero dia disposizioni a tutte le commissioni di considerare come un compito di fantasia il tema su Montale alla maturità»; il consiglio viene dall’avvocato Isetta Barsanti Mauceri che all’Ansa ha sottolineato gli aspetti legali che potrebbero derivare da eventuali ricorsi di studenti bocciati per «colpa» del tema. Di immaturità.