Maturità, filippini e cinesi sono tra i più bravi

Al Besta le due allieve più «secchione» sono straniere

Augusto Pozzoli

Sono bravi gli studenti milanesi. Sono bravi quelli dei licei, e questa è cosa nota. Ma quest’anno sono più bravi anche quelli dei tecnici e delle scuole professionali. E questa è una cosa meno nota. Non solo. Le punte di diamante sono gli studenti immigrati. Filippini e cinesi sono riusciti a strappare i voti migliori.
Il bilancio dei voti alle prove scritte nelle 1166 commissioni di Milano e provincia parla infatti in favore dei candidati: solo 119 le valutazioni più basse (dal 3 al 18), contro 1520 di coloro che, avendo ottenuto da 41 a 45 punti, si avviano al diploma col massimo risultato. La messe migliore di voti sta ancora nei liceo, soprattutto i classici con ben 855 superpunteggi.
«Ma – osserva Diodato Pellegrino, il decano degli ispettori degli esami di Stato – quest’anno sono in progresso anche i candidati degli istituti tecnici e degli stessi istituti professionali. Un altro segnale che in questi indirizzi è in crescita la preparazione degli allievi».
Come si spiega questa svolta? Bruna Sinnone, dirigente scolastico dell’Istituto Besta di Crescenzago, una delle scuole che continua a raccogliere sempre più iscritti, così spiega il fenomeno: «Nelle nostre scuole sono sempre più numerosi gli studenti immigrati, e sono loro soprattutto a farsi onore, in particolare quelli che hanno fatto le medie in Italia. Al Besta, ad esempio, le due allieve migliori sono filippine: hanno regolarmente una media di voti che va dal 9 al 10. Ma altri ragazzi immigrati, soprattutto i cinesi, sono bravissimi. È gente che sceglie l’indirizzo tecnico non perché sia più facile. È vero anzi il contrario, perché le materie sono impegnative e l’orario delle lezioni più pesante che nei licei. Ma loro cercano un diploma che sia subito spendibile nel mondo del lavoro».
Analogo fenomeno si registrerebbe negli istituti professionali. La gran massa dei candidati, comunque, resta nella fascia dei voti mediocri: non a caso il più alto contingente di candidati milanesi (6.352) hanno raggiunto una valutazione da 31 a 35 punti. A 30 punti si contano altri 1805 candidati. Gli uni e gli altri, insomma, risultano sufficienti per il rotto della cuffia. Chi ha ottenuto meno di questi punteggi è insufficiente alle prove scritte. Deve dunque affidarsi a un buon colloquio (o alla benevolenza dei commissari) per arrivare al diploma. I risultati del passato fanno ben sperare, ma il rischio di una bocciatura per molti resta.
«D’altra parte – continua la professoressa Sinnone – io sono convinta che le commissioni composte dai docenti che i candidati hanno avuto durante gli studi non sono un vantaggio. Spesso, anzi, sono più rischiose delle commissioni di insegnanti esterni che si limitavano a valutare le prove di questi giorni. In molti casi agli esami i docenti si sono trovati di fronte ragazzi che hanno dato loro fastidio per tanto tempo, e qui scatta spesso la vendetta della bocciatura».
Intanto sono in pieno svolgimento i colloqui. Le commissioni lavorano a ritmo serrato, perché tanto il compenso è fisso. A fine settimana nelle commissioni con pochi candidati si dovrebbero già esporre i tabelloni con i risultati finali.