Maturità, giro di vite sulle ammissioni

Scrutini finali, a cominciare dalle classi che devono affrontare gli esami di Stato, primi verdetti negativi: per la prima volta, infatti, c’è anche chi non sarà ammesso alle prove. E’ ancora presto per avere dei dati significativi, ma al liceo classico Beccaria, una delle scuole superiori frequentata da studenti particolarmente impegnati, sulla base di 5 classi già scrutinate si registrano due casi di non ammissione. La corsa al diploma, insomma, è diventata più difficile, e lo sarà sempre di più nei prossimi anni quando gli studenti verranno ammessi o no in base ai risultati dell’ultimo triennio: basterà ad esempio che un allievo non rimedi ad un «debito formativo» (una qualche insufficienza nel voto finale) per essere estromesso dagli esami di Stato. Maturità certamente più rigorosa, dunque, rigore tuttavia che non contraddistingue chi al ministero sta organizzando le prove. Basti pensare alle commissioni d’esame che, come è noto, sono formate in parte da insegnanti della scuola, ma in pari misura da insegnanti provenienti da altre scuole. Come il presidente di commissione. E prima di conoscere le commissione le scuole ne hanno viste di tutti i colori. Prima si sono viste arrivare le commissioni dell’anno scorso, poi la nomina di commissari incompetenti. Con ogni probabilità tutto ciò per colpa di un sistema informatico che in più occasioni sta dimostrando di fare acqua da tutte le parti. Sta di fatto che solo da alcuni giorni si conoscono i nomi di presidenti e commissari, ma non è detto che quei nomi saranno quelli dei docenti che dal prossimo 20 giugno si presenteranno dinanzi ai candidati. Questo incarico in effetti è decisamente poco gradito: molti insegnanti preferiscono chiudere con gli scrutini la loro fatica dell’anno scolastico, quindi vanno alla ricerca della giustificazione più opportuna per rinunciare all’incarico. Si dà per scontato che nei prossimi giorni arriveranno alla task force istituita per l’organizzazione delle prove presso l’Ufficio scolastico provinciale (l’ex provveditorato agli studi) di via Ripamonti molte rinunce. Ed allora incomincerà la caccia al commissario.