Maturità, raddoppiano i bocciati ma i più colpiti sono i privatisti

L’ispettore Pellegrino: «Colpa dei docenti esterni ma anche di un’erronea applicazione dei criteri di punteggio»

Con le commissioni miste (agli esami di fronte a insegnanti esterni e insegnanti interni) la strada per arrivare al diploma è più difficile. Stando a un primo dato emerso dai verbali raccolti da Marisa Valagussa, capo della task force degli esami di Stato 2007 a Milano e provincia, i bocciati raggiungerebbero mediamente il 4 per cento degli iscritti tra i candidati interni delle statali, di solito i più preparati, ossia il doppio di quel che avveniva negli ultimi anni. Ma per parlare di vera e propria strage basta guardare ai privatisti che aspiravano a un diploma come dirigenti di comunità; qui il 38 per cento dei 482 candidati, distribuiti in sette istituti milanesi, è risultato bocciato. Un risultato in un certo senso annunciato dopo il ripetuto intervento di Diodato Pellegrino, il decano degli ispettori che vigilano sulla regolarità delle prove, che aveva constatato l’improvvisazione di documenti di presentazione dei candidati da parte dei responsabili dei corsi che avevano curato la loro preparazione. Ma la sorpresa più amara viene dagli istituti statali, con bocciature pesanti soprattutto in alcune scuole, come il Liceo scientifico Einstein e l’Istituto tecnico Moreschi. Sembra che la severità sia stata distribuita a macchia d’olio tra le scuole superiori milanesi. Ma con quale criterio? Tenta una spiegazione l’ispettore Pellegrino: «Mi pare – dice – che sia il frutto della presenza nelle commissioni di docenti esterni. Docenti che lavorano magari in una scuola vicina e che hanno cercato di dimostrare in qualche modo che la scuola concorrente vale meno della loro. Attraverso, appunto, un atteggiamento particolarmente punitivo. Ma potrebbe anche essere la spia dell’improvvisazione con cui sono stati applicati i nuovi criteri degli esami di Stato». Un’improvvisazione che, del resto, era stata segnalata dalla diversità di criteri adottata nel definire i punteggi dei diplomi: alcune commissioni erroneamente avevano anticipato regole che avrebbero dovuto essere applicate fra due anni. L’amministrazione scolastica ha preferito evitare la ripetizione degli scrutini perché, si è detto, l’adozione anticipata dei criteri di punteggio sarebbe andata a vantaggio dei candidati. Ci vorrà comunque ancora un’altra settimana prima di arrivare al dato finale, visto che il 10 per cento delle commissioni deve ancora terminare i colloqui.