Maturità, al via senza i prof Mancano 350 commissari

In 25mila per la prova finale Si parte con il tema d’italiano

Vigilia degli esami di Stato per quasi 25 mila studenti di Milano e provincia iscritti alle prove. Da quest’anno peraltro non tutti gli iscritti potranno sostenere gli esami: i consigli di classe, infatti, hanno dovuto dichiarare l’ammissione per ciascun studente. Per l'occasione il direttore scolastico regionale Annamaria Dominici ha inviato ai candidati un messaggio di incoraggiamento: «Sarà un esame rinnovato, più serio ed affidabile che, nella sua nuova articolazione, darà più credito ai risultati, anche rispetto al futuro percorso universitario e professionale. Un momento importante ed impegnativo, una prova chiamata a segnare un passaggio importante verso la vita adulta». La prima prova comunque (il tema di italiano) è in programma domani mattina. Le commissioni si sono già insediate ieri mattina, col ritorno ai membri esterni (metà della commissione, più il presidente), ma come previsto molti commissari nominati dal ministero della pubblica istruzione mancano all’appello: in 350 hanno già rinunciato a far parte dei collegi esaminatori, e ben 35 presidenti di commissione hanno negato la loro partecipazione (solo 21 quelli già sostituiti). «Piovono continuamente le rinunce – dicono alla task force appositamente costituita all’ufficio scolastico provinciale di via Ripamonti – ma non tutti i presidenti hanno già recapitato l’elenco dei rinunciatari». Dai primi rilievi comunque sono finora i commissari di italiano e storia a guidare la classifica degli assenti. Ieri i presidenti di commissione sono stati convocati all’Einstein per chiarire le novità di queste prove. E tra le novità una raccomandazione: la necessità che la commissione agisca all’unisono. Tutti presenti a tutte le prove, soprattutto ai colloqui. Vietato dunque correggere le prove scritte individualmente, così come non si potranno interrogare due candidati contemporaneamente. Rigore che peraltro contrasta con le improvvisazioni a cui si andrà incontro per assicurare la completezza delle commissioni. Impiegati dell’Ufficio scolastico provinciale, infatti, stanno già lavorando per sostituire i commissari che hanno preferito presentare un certificato medico per evitare la fatica delle prove: un’impresa ardua, perché l’incarico non è certo ambito, e si dà per scontato che si debba procedere anche a sostituire chi viene chiamato in causa all’ultimo momento. Insomma, come è avvenuto in passato, sarà inevitabile ricorrere anche ai sostituti dei sostituti. Tutti i candidati ammessi potranno in ogni modo sostenere le prove. Anche i candidati ciechi: sono due nelle commissioni di Milano e provincia, e per loro sono previste prove in braille. Ieri nelle commissioni poi si è valutato anche il caso di chi per impedimenti fondati non potrà essere presente alle prove con i compagni. Per questo alcune commissioni saranno costrette a spostarsi in una corsia d’ospedale o in carcere. Per candidati ricoverati o detenuti.