A Maullu non piace la porta girevole: «Chi torna dal Fli si faccia da parte»

Un’evoluzione «tragicomica». È impietoso Stefano Maullu, assessore regionale ed esponente di punta del Pdl lombardo, nel giudicare la condizione politica di Futuro e Libertà dopo l’uscita di Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore comunale uscito dal Pdl mesi fa e rientrato ieri con la denuncia di «carrierismo e verticismo» all’interno del nuovo partito dei finiani.
Secondo Maullu Futuro e Libertà a Milano non ha raccolto niente: «Quel che sta avvenendo è di estrema evidenza. Si tratta di movimenti di respiro molto corto. Dopo due mesi Futuro e Libertà conferma una capacità di penetrazione molto bassa e il danno prodotto dalla decisione di Landi è devastante». Insomma, per l’assessore i risultati sono «mediocri»: «In generale - riflette - la spinta per ora mi pare quella di qualche delusione politica o personale, ma non si costruisce un progetto serio e credibile su queste delusioni, serve una carica più forte».
Quanto ai movimenti di ritorno nel Pdl, Maullu è molto chiaro, e li valuta da dirigente di partito: «Non possiamo permettere questa situazione in cui uno va e uno viene». E c’è anche spazio per una valutazione su Landi: «È una persona perbene, è un galantuomo, e fa bene a voler mantenere il suo ruolo, però bisogna dire che non si può andare a una valutazione che sia diversa dal mettersi da parte. In politica gli errori si devono pagare».
Una valutazione che può creare dei problemi al sindaco Moratti, che ha voluto a tutti i costi mantenere il dialogo con lo stesso Landi e con Fli: «È necessario - dice Maullu - che le persone abbiano presente il loro ruolo e che chi si è stretto intorno al partito e al premier sia premiato, nel lavoro, nelle liste e anche nelle giunte».