Dalla Mauresmo alla Sharapova, primedonne ko

Lea Pericoli

La prima settimana del Roland Garros si è conclusa con l’uscita di scena di Francesca Schiavone, di Maria Sharapova e incredibilmente di Amelie Mauresmo. Tre sconfitte dal gusto amaro, per me. La prima per motivi patriottici. Francamente pensavo che Francesca potesse battere Svetlana Kuznetsova. L’avvio tutto in discesa nel primo set vinto per 6-1 e il vantaggio di 4-3 nel secondo mi avevano illusa. Purtroppo Francesca ha ceduto fisicamente: dopo l’intervento del massaggiatore nel terzo set si è ripresa da un attacco di crampi, ma recuperare dallo svantaggio di 1-5 era improponibile. Svetlana ha vinto 1-6, 6-4, 6-4; giocherà nei quarti contro Dinara Safina che ha eliminato la bella Maria. Pensate che la Sharapova prima di arrendersi (7-5, 2-6, 7-5) ha avuto 1 set point sul 5-3 del primo set e nel terzo partita è stata avanti 5-1. Cosa dire di Amelie? La n.1 del mondo ha ritrovato i fantasmi del passato. Le paure, le incertezze, le ansie che non le avevano mai permesso di vincere Parigi l’hanno nuovamente attanagliata. L’incredibile dopo che Amelie aveva vinto la prima partita per 7-6. Nicole Vaidisova, irriverente diciassettenne di Praga, ha colto l’occasione al balzo e si è aggiudicata di prepotenza gli altri due set per 6-1, 6-3. La Francia è a lutto. Neppure il successo dell’enfant prodige Gael Monfils su James Blake, maratona durata due giorni, conclusa dal francese di colore al quinto è servita a consolare i tifosi. Roger Federer ha ritrovato la magia del suo miglior tennis e ci ha deliziati battendo il pericoloso Tomas Berbych 6-3, 6-2, 6-3. Un passo avanti per lo svizzero, verso il suo obiettivo: ripercorrere il cammino di Laver, ultimo a mettere insieme il grande slam nel 1969. Nella storia, prima di Laver, ci riuscì soltanto Don Budge nel 1938. Nei quarti Federer affronterà Mario Ancic. Ieri il «bambinone» croato a botte di servizi e volée ha eliminato Tommy Robredo (7-5 al quinto). Tra i risultati da segnalare la vittoria del russo Davydenko che, per la gioia di Boris Eltsin, ha avuto la meglio su Gaston Gaudio, regolarista argentino che conquistò il trono di Roland Garros nel 2004.