Mauritania, colpo di Stato Farnesina: via gli italiani

Alcuni generali
dell’esercito, con in testa il capo delle guardie presidenziali, hanno arrestato il presidente Sidi
Ouldn Cheikh Abdallahi e il premier Yahya Ould Ahmed Waghf. Interrotte le trasmissioni tv. La condanna dell'Ue<br />

Nouakchott - Il portavoce della presidenza della Mauritania, Abdoulaye Mahmadou Ba, accusa il generale Mohamed Ould Abdel Aziz di aver ordito e messo in atto il colpo di stato militare in corso in Mauritania. I militari hanno arrestato questa mattina il presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi e il premier Yahya Ould Ahmed Waghf.

Secondo quanto riferito alla France presse dal portavoce, il generale era stato rimosso dall’incarico di capo di Stato maggiore particolare del presidente mauritano e di capo della guardia presidenziale. "Il generale Ould Abdel Aziz, capo di stato maggiore particolare del presidente e comandante della guardia presidenziale, rimosso questa mattina dalle sue funzioni, è il capo del colpo di Stato, messo a segno per protesta contro la sua rimozione - ha raccontato Mahmadou Ba - il presidente della repubblica Sidi Ould Cheikh Abdallahi ha emesso questa mattina un decreto in cui affidava ad alcuni nuovi ufficiali gli incarichi per la guardia presidenziale, lo stato maggiore nazionale e la guardia nazionale. Questi ufficiali, tre generali, si sono rifiutati di obbedire all’ordine presidenziale e hanno violato l’ordine costituzionale. Alcuni membri della guardia presidenziale hanno arrestato il presidente nella sua residenza e il primo ministro nel suo ufficio, hanno tagliato le comunicazioni telefoniche della presidenza e hanno confiscato tutti i telefoni alla first lady. Non c’è stata violenza, perché sono tutti elementi che garantivano la sicurezza del presidente".

La Farnesina: "Evacuare gli italiani" "La preoccupazione è alta. Cercheremo di evacuare i cittadini italiani". Lo afferma Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri. La Craxi ricorda che gli attuali leader della Mauritania erano stati eletti "democraticamente".

La condanna dell'Ue La commissione Ue condanna duramente il colpo di Stato che potrebbe "rimettere in causa la politica di cooperazione, nell’ambito della quale è stato deciso recentemente un programma di aiuti per 156 milioni di euro per il periodo 2008-2013". Lo afferma il commissario Ue allo sviluppo Louis Michel, in una nota diffusa a Bruxelles, nella quale si chiede il rispetto della democrazia e del quadro istituzionale in corso dal 2007. La Commissione Ue esprime "viva preoccupazione" sulla situazione in Mauritania "che mette in pericolo l’esemplare avanzata democratica di questo paese dal colpo di Stato del 2005", rileva Michel, ricordando che la transizione democratica, "sostenuta politicamente e finanziariamente dalla Ue", culminata con l’elezione del presidente Sidi Mohamed Cheikh Abdallah nel 2007, "era stata salutata con favore dall’intera comunità internazionale". Michel rileva che la Commissione continuerà a seguire "molto attentamente" l’evoluzione della situazione "e valuterà la situazione alla luce delle disposizioni applicabili dell’Accordo di Cotonou di cui la Mauritania è firmataria".