Mauro di Piacenza

Si tratterebbe del terzo vescovo di Piacenza, morto verso il 449. Ma il condizionale è d’obbligo perché tutte le notizie che lo riguardano sono incerte. Questo Mauro sarebbe stato acclamato vescovo nel 420 e si hanno riferimenti a un’epigrafe, sulla sua tomba, che lo dice proveniente dalla Lotaringia. Ma Franco Molinari (compilatore della voce corrispondente nella Bibliotheca Sanctorum, Città Nuova) fa osservare che la Lotaringia è una formazione politica posteriore di quasi 400 anni. Molto più probabile è che le date riguardanti Mauro di Piacenza vadano anticipate di diversi anni, visto che egli fu il successore di s. Savino e questi morì alla fine del secolo precedente. Negli atti del Concilio di Milano del 451 compare la firma di Maiorano, vescovo di Piacenza, e figura al terzo posto. Dunque, dato l’ordine di anzianità nell’episcopato che l’elenco delle firme doveva osservare, Maiorano doveva essere vescovo di Piacenza da parecchio tempo. Perciò, Mauro non poteva essere morto nel 449, cioè solo tre anni prima. Si aggiunga il fatto che sicuramente tra l’episcopato di Mauro e quello di Maiorano intercorse quello di Floriano, che si protrasse non meno di nove-dieci anni. Dunque Mauro dovette avere iniziato il suo episcopato verso l’anno 400 per concluderlo attorno al 430, verosimile anno della sua morte. Per la tradizione, tuttavia, Mauro era un lotaringio che, seguendo i comandi di una visione angelica, andò a Piacenza, dove fu eletto vescovo. Sarebbe stato lui a dedicare il primo altare al suo predecessore s. Savino.