Max: «Un anno col mantello in valigia»

da Alta Badia

Caro Max, ci racconta la storia del mantello di Superman?
«I miei fan lo avevano fatto fare per il gigante dei mondiali di Bormio, lo scorso febbraio. Allora andò male, ma io promisi che lo avrei tenuto e portato con me».
Cosa è cambiato negli ultimi giorni? Alle prime gare era parso più che altro nervoso.
«Ho cominciato a sentirmi più tranquillo e sereno. Mentalmente c’è stato uno sblocco, mi sono rimotivato, prima non credevo nelle mie possibilità. Al mattino ho cominciato ad alzarmi col piede sinistro anziché col destro e tutto ha iniziato a girare per il verso giusto».
Lei è noto come specialista delle occasioni sprecate.
«Sbagliando si impara e io ho sbagliato tante volte. E sbaglierò ancora, di sicuro, ma spero anche di vincere ancora».
Vincere sulla Gran Risa è un sogno?
«Più che altro una liberazione. Questa pista mi aveva sempre respinto. Ora sono orgoglioso, perché qui hanno vinto solo grandissimi campioni».
Al Sestriere, l’oro olimpico si vincerà su una pista simile.
«Speriamo solo che su quella pista ci permettano di allenarci, vista la difficoltà sarebbe importante conoscerla bene. In ogni caso, per l’Olimpiade c’è tempo e non voglio pressioni, potrò vincere ma anche perdere, non sono Bode Miller, io».
Ma oggi ha vinto e Miller è saltato come un pollo.
«Ho vinto con la testa, ho mollato tutto, ci ho messo l’anima».