A Max il premio Fatah. Come a Silvio

A uno come lui, che se ne andava per le strade di Beirut a braccetto con un deputato di Hezbollah e ha sempre spinto per il dialogo con Hamas, non sarà parso vero. Massimo D’Alema ha ricevuto domenica a Tripoli l’Ordine del Grande El-Fatah, l’onorificenza destinata dal colonnello Gheddafi alle personalità che negli ultimi decenni hanno lavorato alla riconciliazione tra Libia e Italia. Non è dato sapere se l’ex premier abbia sfoggiato la kefiah come fece a una manifestazione filo-palestinese nel 1999, ma di sicuro avrà dovuto masticare amaro: lui, «amico della causa» di Gaza, deve condividere il riconoscimento che porta il nome del secondo partito palestinese con Andreotti, Pisanu, Dini, Sgarbi, Prodi, Frattini e perfino Berlusconi. Che irriconoscenza...