«Maxi-aumenti per le Rsa regionali La giunta stanga gli anziani malati»

Nuova stangata per i cittadini del Lazio in tema di sanità. A fare le spese della scure di Marrazzo, questa volta, sono gli ospiti delle Rsa, le residenze sanitarie assistenziali, quelle che, quando non dominava il politicamente corretto, erano gli ospizi.
La delibera regionale 98 del 30 aprile 2007 ha ridisegnato completamente l’onere economico a carico degli ospiti con aumenti esorbitanti sugli importi precedentemente corrisposti dagli assistiti. Ospiti, che, com’è evidente, sono per lo più soggetti anziani e non autosufficienti, affetti da handicap grave e da patologie cronico-degenerative. «Lo strumento deliberativo - spiega il consigliere provinciale di Viterbo Francesco Battistoni (Forza Italia) - fatta salva l’esenzione della retta per i soggetti titolari della sola pensione sociale, stabilisce un carico dei costi assistenziali a cura degli ospiti, oscillante tra il 40 e il 50%, sulla base della situazione reddituale-patrimoniale ricavata dall’indicatore Isee (Indicatore della situazione economica equivalente)».
Un aumento enorme che porta la spesa per ognuno degli assistiti a una somma compresa tra i 1.385 e i 1.768 euro mensili. Questo è quanto emerge dalle tabelle approntate dall Regione e che dividono gli ospiti in base a reddito, età e condizioni certificate di disabilità. Per fare un raffronto basti pensare che per una Rsa tipo in precedenza si pagavano circa 880 euro mensili. In particolare gli utenti con un reddito annuale non superiore a 13mila euro dovranno corrispondere il 40% della retta (con il concorso del Comune) mentre il 60% rimarrà a carico del fondo sanitario. Chi ha un reddito annuale compreso tra i 13mila e i 25mila euro dovrà coprire ugualmente il 40% ma senza poter usufruire dell’aiuto del Comune. Chi ha un reddito superiore, invece, si dovrà sobbarcare il 50% delle spese, restando l’altro 50% a carico del fondo sanitario. La Regione ha previsto poi che tale rimodulazione dei costi venga applicata in maniera graduale, con un periodo di sperimentazione della durata di 12 mesi.
«Il provvedimento - prosegue Battistoni - alleggerisce gli oneri economici legati all’assistenza per la Regione aumentando in modo insostenibile quelli a carico della famiglie. Inoltre si stanno profilando, nella fase applicativa del provvedimento, gravissime difficoltà di carattere esecutivo, legate alla confusione e alla contraddittorietà delle disposizioni in esso contenute, alle soglie economiche indicate, alla partecipazione dei vari Enti impegnati dalla delibera (Asl, Comuni, Residenze Sanitarie in regime di accreditamento). Già numerose associazioni di categoria si sono mosse con rimostranze di varia natura per contrastare l’intento della Giunta e dell’assessore alla Sanità Augusto Battaglia».