Maxi blitz in 13 cantieri edili: dodici sono fuorilegge

In quattro giorni i carabinieri passano al setaccio 92 imprese Di queste, 81 non rispettano le norme di sicurezza

Alessia Marani

Blitz in 13 cantieri romani dei carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro. Quattro giorni di supercontrolli in altrettante aree di costruzione (12 privati, 1 riguardante uno scavo archeologico in pieno centro, pubblico) di case, negozi, multisale e centri commerciali dalla Bufalotta alla Tuscolana, dal Colle Prenestino alla Borghesiana, da Montesacro fino al litorale, a Ostia e ad Acilia, che hanno portato alla luce una situazione a dir poco drammatica in materia di sicurezza del lavoro e di rispetto delle normative. Sulla microgalassia delle 92 imprese subappaltatrici che si sono spartite gli appalti, ben 81 sono risultate fuorilegge. Vale a dire l’88,4 per cento del campione passato al setaccio. «A oggi - spiega il colonnello Luciano Annichiarico - poco o nulla è cambiato rispetto agli anni passati. Le statistiche parlano sempre di uomini e donne che continuano a morire sul lavoro (sette le vittime nel Lazio dall’inizio del 2006, ndr), di imprenditori che pur di aggiudicarsi l’asta al massimo ribasso, risparmiano proprio sulle dotazioni di sicurezza e sulla messa in regola del personale. Una logica purtroppo errata che continua a produrre conseguenze gravissime».
Nell’operazione «Muro maestro» i militari hanno letteralmente «intervistato» 345 persone, di cui 56 extracomunitari (35 romeni, 8 albanesi, 6 ucraini, 7 nigeriani). Tra gli operai controllati 33 sono risultati in nero, tra cui 6 clandestini irregolari, 6 regolari e 21 italiani. Sono stati contestati 74 illeciti amministrativi con sanzioni pari a 23.984 euro. Sono state riscontrate evasioni pari a 40.200 euro, relative a Inps, Inail e Cassa edile. Durante i controlli 48 persone sono state denunciate in stato di libertà con l’accusa di violazione alle norme sulla sicurezza, tra loro due sono state inoltre accusate anche di assunzione illegale di extracomunitari. Complessivamente, sono state riscontrate oltre 386 violazioni penali, tra queste 3 riguardavano normative in materia di immigrazione e le restanti 383 riguardavano la normativa sulla sicurezza nei cantieri, a tre dei quali sono stati apposti i sigilli. Per le contestazioni, si va dall’omessa adozione delle protezioni e precauzioni obbligatorie alla carenza di misure tecniche e procedurali; dallo scorretto uso delle previste attrezzature tali da sovresporre gli operai a rischi da precipitazione nell’attività di costruzione e manutenzione, all’impropria costituzione o collocazione di impalcature di sostegno, dalle aperture nel pavimento e nel vuoto non transennate agli scavi non protetti. A livello nazionale dal primo gennaio in tutt’Italia infatti sono stati controllati 659 cantieri, 191 sono state le persone denunciate, 9 quelli posti sotto sequestro. Per Bernardo La Cara, rappresentante del ministero del Lavoro e affari sociali, è necessario stimolare un «cambiamento culturare su questo problema, visto che i dati, soprattutto quello sui morti, non sono in calo ma stazionari. Intanto, settanta ispettori tecnici saranno assunti in territorio provinciale per rafforzare i controlli».