Maxi blitz antidroga dei carabinieri: 22 arresti nell’operazione «Coca Rent»

Disciolta nel parabrezza, saldata al telaio, fissata nei passaruota o all’interno dei cruscotti. In meno di due anni solo la cocaina scovata e sequestrata a insospettabili corrieri si aggira sui 100 chilogrammi. Ventidue le ordinanze di custodia cautelare, 20 in carcere, emesse dalla Dda di Roma su richiesta del pm antimafia Giancarlo Capaldo nell’operazione «Coca Rent».
Indagine, l’ennesima, su un traffico di sostanze stupefacenti fra l’Italia e la penisola Iberica avviata per caso. Ottobre 2007, Genova: da una nave salpata da Barcellona sbarca un corriere con 12 chili di polvere bianca nascosta in un’auto a noleggio. La droga è destinata a personaggi noti della criminalità romana. Capo dell’organizzazione Walter Domizi, ammanettato dalla guardia civil, stanziato nel quartiere Casalotti. Seguono altri sequestri, fondamentali per comprendere strategie e dinamiche del clan, lungo la rotta autostradale che porta in Italia. Febbraio 2008 in Francia veniva fermato un italiano con 21 chili di coca, a marzo nella capitale viene sequestrata un’auto con 18 chili di «roba», a luglio, sempre in Francia, arrestata una coppia di italiani con 11 chili di coca, 3 mesi dopo a Barcellona un colombiano e un brasiliano bloccati con 8 chili di cocaina e, infine, novembre scorso a Castelnuovo di Porto acciuffati 2 italiani con 5 chili di coca. Secondo il comandante del Gruppo Ostia, il colonnello Giuseppe La Gala, sul litorale romano, nonché nelle zone Boccea e lungo la via Tiberina, le basi operative dei narcos. Un valore di affari di 8 milioni di euro l’anno: a fronte di investimenti per chilo di droga di 33mila euro, i criminali la cedevano all’ingrosso per 45mila euro. Fra gli arrestati i fratelli Enrico e Gianluca Bennato, Luca Nori di Riano e i fratelli Marco, Stefano e Renato Caramico di Castelnuovo.
Il compenso per ogni corriere era di 3mila euro, spese di viaggio escluse.