La maxi gru si schianta sul tetto di un palazzo: «Sembrava una bomba»

Salvo per un pelo. Alla lettera. Stava infatti innaffiando i fiori quando gli è piovuta in testa un gru alta 90 metri. «A non più di un metro da me» racconta un ingegnere tedesco che si trovava sul terrazzo della sua casa in piazza della Repubblica. Ma al netto dello spavento, dell’ingegnere e degli altri inquilini, e dei danni si può ben dire che l’incidente si sia concluso con «molto rumore per nulla».
Il rumore è quello che hanno sentito ieri mattina i condomini dell’edificio di 10 piani davanti al Westing Palace. «Un boato, poi il palazzo ha dato uno scossone. Abbiamo pensato a una bomba». È l’impressione di tutti i condomini. Niente bomba solo un gru impiegata a sostituire i tre vecchi impianti di refrigerazione che alimentano l’impianto di climatizzazione, grandi come un camion e pesanti oltre una tonnellata. Il Westing si affida alla Thermotechnik per gli impianti e alla Merli per l’installazione. Tra ieri e oggi la gru avrebbe dovuto prelevarli, alzarli sopra i tetti, depositarli in via Vittor Pisani e ripetere l’operazione al contrario con i nuovi.
Ieri mattina, bloccate le strade dai ghisa, sotto gli occhi dei vigili del fuoco il braccio telescopico sale fino oltre i dieci piani dell’albergo, aggancia l’impianto e lo solleva. Poi la gru inizia a ruotare su stessa ma a metà manovra il braccio si spezza e si schianta sul palazzo a fianco. Un urto che scuote il palazzo e demolisce l’ultimo piano. Sul posto arrivano carabinieri e 118 ma per fortuna nessuno si è fatto male.
«Ci sentiamo moralmente responsabili e per questo abbiamo aperto agli inquilini hall, bar, ristorante e persino le camere, nel caso non possano rientrare nelle loro case» dice Alessandro Pinna, dirigente della catena alberghiera. E in effetti per consentire di togliere quelle tonnellate di ferraglia dal tetto potrebbe essere necessario evacuare il palazzo per un paio di giorni. Quante alle cause: «Ci siamo affidati ai massimi esperti del settore, chieda a loro» dice Pinna. Ma per il momento nemmeno Francesco Merli, 72 anni, sa spiegare l’incidente: «Un lavoro di routine, ne facciamo centinaia all’anno e non è mai successa una cosa del genere. Le macchine poi sono sottoposte a controlli periodici e il manovratore è un tecnico esperto. Certamente - conclude Merli - ora faremo tutte le verifiche».