Maxi onde in arrivo, ultime speranze per i dispersi

L’«emergenza Giglio» è ormai una lotta contro il tempo. Lo stesso, che smorza ora dopo ora le speranze di trovare ancora vivi i 24 passeggeri dispersi. Ieri mattina sono riprese le operazioni nella parte emersa e sommersa del transatlantico, dopo lo stop disposto mercoledì, quando la nave aveva subito un’oscillazione di circa un metro. Ma la situazione potrebbe peggiorare rapidamente, legata alle condizioni meteo che fino a domani prevedono mare mosso e onde molto alte.
«Abbiamo tempi molto stretti e ora stiamo con il fiato sospeso - sottolinea il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini -. Nel caso sciagurato in cui la nave dovesse muoversi e scivolare quello che ci possiamo augurare è che non si spezzi e non si aprano i serbatoi. E in questo caso bisognerà predisporre un nuovo piano di recupero del carburante». Il pericolo di inabissamento potrebbe essere scongiurato da una sorta di imbragatura dello scafo fissata agli scogli, ipotesi sulla quale si sta lavorando in queste ore.
Qualora le condizioni restino quelle attuali, lo svuotamento delle cisterne inizierà appena verranno interrotte definitivamente le ricerche dei passeggeri scomparsi. E ci vorranno almeno due settimane per ultimare la bonifica, che prevede lo svuotamento progressivo del serbatoi. Ieri, intanto, i sommozzatori del Gos hanno fatto esplodere quattro microcariche per sfondare i vetri delle cabine che si trovano lungo il muro sommerso della nave, consentendo ai sub del Centro nazionale soccorso alpino speleologico di scendere a 18 metri ed esaminare per 72 minuti corridoi e ambienti, fino ad arrivare agli alloggi dell’equipaggio. In giornata, invece, i carabinieri hanno ultimato il recupero di tutti i supporti informatici della plancia di comando della nave, quelli che fanno parte della «scatola nera», mentre i carabinieri hanno ispezionato le ancore per verificare se realmente siano state gettate quando la nave era in moto, come dichiarato dal comandante Schettino. Gli inquirenti hanno disposto indagini anche sul timone, per ricostruire la manovra verso il Giglio e l’impatto contro lo scoglio. Purtroppo il numero dei dispersi resta fermo a 24 e ieri sono state identificate altre 2 vittime, Jeanne Gannard e Pierre Gregoire, entrambi cittadini francesi.
Oggi verrà approvato lo «stato di emergenza» e il Consiglio dei Ministri esaminerà il testo del provvedimento sulle rotte a rischio. «Stiamo valutando anche la possibilità di una norma applicabile in Italia che prevede il doppio scafo anche per le grandi navi passeggeri - sottolinea Clini -. Gli incidenti peggiori, infatti, hanno riguardato queste e non le petroliere».