Maxi-pubblicità, in centro resta solo Armani

Le modelle e il fisico scolpito dei calciatori, nascosti da pochi centimetri di stoffa griffata, continueranno a far sognare i milanesi che passano da via Broletto. Via ai maxi-cartelloni dal centro, è l’obiettivo del nuovo regolamento comunale sulla pubblicità su cui è iniziata da ieri la discussione in consiglio comunale - l’obiettivo è approvarlo entro giovedì, al più tardi lunedì prossimo - ma lo storico murales all’angolo tra via Broletto e via Dell’Orso inaugurato da Giorgio Armani addirittura 24 anni fa, si salverà. Non è l’unico: si farà un’eccezione anche per quello di via Torino, di fronte alla Fnac, e per il «DieselWall» alle Colonne di San Lorenzo. Grazie ad un emendamento tra i 57 presentati ieri da maggioranza e opposizione (oltre ai 28 al Piano per la pubblicità, che verrà affrontato solo dopo l’approvazione del regolamento), verrà introdotta per questi casi la categoria dei «teli storici o pittorici», che di fatto li salverà dalla «censura». Quando l’addio all’impianto di via Broletto sembrava cosa fatta, lo staff di Re Giorgio ha inviato all’assessorato all’Arredo urbano una lettera per convincerlo a fare marcia indietro. In cambio, la casa di moda che già cura il verde di via Broletto si è offerta di aumentare il proprio impegno per l’arredo urbano anche nell’area circostante. Sinergia che piace all’assessore Maurizio Cadeo, che nel piano fa andare di pari passo la concessione di spazi sponsorizzati in cambio di elementi di arredo, come panchine o bagni chimici nei parchi. Il nuovo regolamento si trova ad affrontare lo scoglio dell’aula, e la maggior parte degli emendamenti arrivano proprio dal centrodestra. Ma «aspettavamo il piano da 15 anni e finalmente è arrivato un documento fortemente innovativo, che riduce i tempi di attesa per le concessioni e su cui ci siamo confrontati anche con le associazioni di categoria - ammette il capogruppo di Forza Italia Giulio Gallera -. Gli emendamenti sono solo migliorativi». Col nuovo regolamento, riassume Cadeo, Milano verrà divisa in 5 zone e ci sarà un riordino degli spazi, «meno cartelloni in centro e più affissioni in periferia ma meglio distribuite rispetto ad oggi, gli impianti, i costi resteranno invariati ma i guadagni per il Comune possono aumentare fino al 45% in più rispetto ad oggi», più veloci anche le pratiche burocratiche.
Ragion per cui l’assessore confida «nella responsabilità dei consiglieri, perché stiano alle linee guida che abbiamo concordato tutti insieme». Invito in parte già raccolto ieri, con il ritiro di dieci emendamenti presentati inizialmente. È già stato approvato senza problemi quello di An che chiede di utilizzare vernici antismog sulle superfici degli impianti.