Maxi-rissa fra immigrati ubriachi, cinque feriti

Urla, calci, pugni e bottiglie rotte: notte di terrore in paese. Sono stati tutti arrestati

Franco Sala

Quando sono arrivati i carabinieri hanno trovato un campo di battaglia. Cinque extracomunitari a terra lividi, pieni di contusioni, ferite da taglio. Sull’asfalto sangue, tanto sangue.
È da poco passata l’una dell’altra sera, quando, a Bovisio Masciago, in Via Isonzo angolo Monti, cinque stranieri cominciano a urlare, s’insultano, gridano come matti. Sono ubriachi. Hanno bevuto birra a più non posso. Ormai hanno perso la testa, è l’occasione buona per regolare vecchi conti in sospeso. Tre sono tunisini, due marocchini. Dalle parole passano presto alle vie di fatto: cominciano a darsele di santa ragione. La strada si trasforma in un ring, volano pugni, calci poi, gli stranieri, decisi a tutto, si affrontano con le bottiglie rotte.
La gente che abita in zona si preoccupa, in molti saltano giù dal letto e s’affacciano alle finestre. Gli scalmanati non fanno una piega, continuano la violentissima rissa, fino a quando, sfiniti, crollano tutti. Qualcuno prende il telefono e compone il 112. La centrale operativa dei militari di Desio, invia sul posto diverse gazzelle: sembrava fosse scoppiato l’inferno. Arrivano anche i volontari del pronto soccorso dell’ospedale di Desio e della clinica San Carlo di Paderno Dugnano. Il quartiere pullula di lampeggianti blu e bianchi. Gli extracomunitari non hanno più energie da spendere, sono finalmente tranquilli. Sono caricati sulle ambulanze che partono verso il pronto soccorso dove sono medicati: quello messo peggio, salvo complicazioni, secondo i dottori, dovrebbe cavarsela con quaranta giorni di prognosi.
Intanto gli uomini del capitano Vincenzo Barbato si mettono al lavoro per identificare il gruppo. Ufficialmente hanno tutti un lavoro, eppure sono titolari di un fascicolo penale di gran rispetto. Dal terminale collegato con il centro di polizia criminale di Roma esce una «strisciata» lunga così.
Gli stranieri d’età compresa tra i 27 e i 33 anni hanno precedenti per rissa, ubriachezza molesta, porto abusivo d’arma da fuoco. Due sono risultati privi di documenti e non hanno mostrato il permesso di soggiorno. Per la batteria di balordi è scattato l’arresto: l’accusa è di rissa aggravata. Prima di finire in cella sono stati interrogati da Vincenzo Pepè, il sostituto Procuratore della Repubblica di Monza, incaricato di seguire il caso.