Maxi sconto sulle ristrutturazioni L’Udc punta i piedi sul bonus bebè

La Finanziaria prevede un contributo per i nati nel 2005, ma i centristi vorrebbero estenderne i benefici anche al 2006: «Per noi è una questione di principio»

Antonio Signorini

da Roma

Ristrutturazioni, risorse per la difesa e parziale reintregrazione del Fondo unico per lo spettacolo. Le sorprese del maxiemendamento alla legge finanziaria 2006 non si limitano al pacchetto famiglia che il ministero dell’Economia ha ridisegnato, suscitando malumori nella maggioranza. Totalmente inedito è, ad esempio, il capitolo dedicato agli immobili.
Ristrutturazioni scontate. La proposta di modifica che il governo ha presentato mercoledì e che il Senato dovrebbe votare oggi, contiene la proroga alla detrazione Ire anche per il 2006 con un aumento della percentuale scontabile che passa dall’ormai classico 36 per cento al 41 per cento. Contemporaneamente non viene riproposta la riduzione dell’Iva sui materiali da costruzione sui quali, quindi, l’imposta che ancora oggi è ferma al 10 per cento ritorna al 20 per cento. Quest’ultima novità non è piaciuta alle opposizioni e alle associazioni dei costruttori. I carabinieri, invece, si sono dichiarati insoddisfatti per i 50 milioni stanziati dalla finanziaria per il 2006; «un’ elemosina» rispetto alle reali esigenze dell’Arma, ha sottolineato il Giornale dei carabinieri. Proteste anche dai sindacati e dagli enti locali, con le organizzazioni rappresentative di regioni, province e comuni che hanno ribadito il loro «no» al taglio dei trasferimenti e alla riduzione del fondo sociale.
Udc: bonus bimbi anche nel 2006. Ma gli attriti più importanti, quelli che potrebbero avere ripercussioni sulla struttura della Finanziaria 2006, si sono consumati all’interno della maggioranza subito dopo la presentazione del maxiemendamento. Già nei giorni scorsi lo «spezzatino» dell’Anas non era stato accolto positivamente da tutti. Ieri, invece, nel mirino dell’Udc è finito l’assegno di mille euro per i nuovi nati che il testo stilato dal ministro Giulio Tremonti limita al 2005 e che i centristi vorrebbero estendere anche al 2006, così come era stato concordato nei vertici maggioranza-governo sulla manovra. «Per l’Udc resta fermo l’impegno di ripristinare alla Camera l’accordo che prevede il bonus non solo per i figli nati nel 2005, ma anche per quelli che nasceranno nel 2006. Per noi si tratta di una questione politica di principio alla quale non intendiamo venire meno», ha spiegato il segretario Lorenzo Cesa. «Se non viene modificato il maxiemendamento in base alle nostre indicazioni sulla famiglia, non lo voteremo alla Camera», ha avvertito Mario Baccini, ministro Udc per la Funzione pubblica. Una modifica in corsa, possibile ormai solo alla Camera in seconda lettura, non viene esclusa nemmeno dagli altri partiti della maggioranza. E la soluzione per far quadrare i conti l’ha indicata il ministro ai Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi: eliminare il bonus per tutti i bambini fino a tre anni.
Handicap, casa e scuola. Nessun problema sui sussidi per le famiglie con figli portatori di handicap, sugli aiuti alle giovani coppie e sugli sgravi per le rette delle scuole paritarie. Queste misure - ha spiegato una fonte della maggioranza - non sono nel capitolo famiglia della Finanziaria, ma le tabelle del disegno di legge prevedono gli stanziamenti per tutte le misure concordate dalla Casa delle libertà; rispettivamente per 100 milioni (disabili e affitti agevolati per giovani coppie) e 140 milioni (rette scolastiche). I fondi ci sono, quindi, ma per conoscere i dettagli occorrerà aspettare i decreti attuativi.
Malumori e voci di dimissioni. Per il resto - hanno assicurato più fonti della maggioranza e del governo - i malumori registrati agli ultimi due Consigli dei ministri vanno considerati un gioco delle parti normale in tempi di finanziaria: i ministri difendono i fondi dei dicasteri e il responsabile del Tesoro fa economie. Da valutare in questo quadro anche l’irritazione di Tremonti e le voci su una sua minaccia di dimissioni. «Solo normale dialettica», assicurano fonti del governo.
La tabella di marcia della manovra non dovrebbe subire ritardi. Oggi nell’Aula del Senato cominceranno le dichiarazioni di voto e poi sarà votata la fiducia sul maxiemendamento. In tarda mattinata si dovrebbe riunire il Consiglio dei ministri per il rituale voto sul saldo netto da finanziare e poi i senatori potranno votare il disegno di legge. La Finanziaria 2006 approderà quindi alla Camera.