Con un maxi-sondaggio parte «l’operazione 2006»

da Roma

Una rimonta sotto il segno del leader. Uno scorcio di legislatura che ribalti quell’assenza di guida, percepita dall’elettorato in questi mesi di confronti all’arma bianca tra gli alleati, come una sorta di abbandono. Silvio Berlusconi continua a ripeterlo, ossessivamente, come un mantra: «Bisogna uscire dal Palazzo, tornare a intercettare gli umori del popolo moderato. Parlare con la gente, ascoltare i loro bisogni», capire perché dal 2001 in poi Forza Italia ha perso più di tre milioni di voti.
Il messaggio lo ha recapitato alle sue truppe parlamentari da mesi. Ma dopo il voto di Catania - che ha dimostrato che la sua discesa in campo fa ancora la differenza e che il suo stile creativo-confidenziale resta un valore aggiunto - il «consiglio» ha assunto toni imperativi. Saranno parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali le prime antenne sul territorio. Gli «intercettori» del disagio. Ma molto sarà fatto anche a livello centrale. Il premier, infatti, è pronto a investire cifre importanti nella campagna elettorale. E una parte di questo budget, come rivela il Corriere della Sera, verrà destinato «a una grande operazione demoscopica, un sondaggio permanente che indaghi in tutte le pieghe dei desideri degli italiani».
Se ce ne fosse bisogno, è il segnale che il lavoro di preparazione per il 2006 è già iniziato. E che lo strumento dei sondaggi è ancora fondamentale per sintonizzarsi sulla stessa frequenza dell’elettorato e indirizzare le scelte politiche senza limitarsi a semplci «input» dall’alto. A questo scopo sarebbe già stata contattata l’Eurisko per una grande ricerca sociale sui bisogni degli italiani: una fotografia che verrà aggiornata settimana dopo settimana. In questo «ritorno alle origini» c’è, però, un primo elemento di novità che si va configurando: la modifica dei simboli elettorali. «Se l’insegna è più bella anche il negozio diventa più attraente», spiega un dirigente azzurro. «Quello della Cdl è un simbolo molto piatto, più da lista civica più che da coalizione vincente. Quello di Forza Italia inizia a mostrare i segni del tempo. Onore al merito ma forse è ora di rinnovarsi. Berlusconi ci sta pensando e lui sul marketing politico non ha da imparare da nessuno».
Se la modifica grafica del simbolo potrebbe essere un primo elemento di discontinuità rispetto al passato, segno di continuità sarà la presenza forte di Giuliano Urbani come consigliere strategico del premier. Contattato dal Giornale, il neo-consigliere Rai smentisce un incarico ufficiale ma ammette che i faccia a faccia con il premier sono diventati più frequenti. «Dopo le Regionali ho deciso di tornare a dare un contributo importante al mio partito. Nel ’93 fu Berlusconi, su consiglio di Gianni Agnelli, a cercarmi. Questa volta sono stato io a offrirgli la mia collaborazione per una maggiore comprensione del quadro complessivo. Sto preparando uno studio dettagliato sui motivi per i quali una parte del nostro elettorato ci ha abbandonato. Ma anche sulle condizioni che possono farlo tornare con noi. A Catania abbiamo riportato alle urne coloro che si erano astenuti negli ultimi 4 anni. E questo è accaduto perché Berlusconi ha partecipato e il leader è stato sentito vicino dalla gente». «È un segnale incoraggiante», fa notare Urbani. «È proprio sul rapporto leader-elettori che dobbiamo lavorare. Non si vince con Berlusconi impegnato in mille altre cose, né mettendo insieme i cocci in una unità di facciata. Si vince con Berlusconi vicino alla gente e con la compattezza. È solo così che si restituisce una motivazione forte all’elettorato».

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