Maxi-stoccata all’evasione: i controlli rendono 7,4 miliardi

«Stoccata» da record all’evasione fiscale. Tra gennaio e novembre le casse dell’erario hanno registrato 7,4 miliardi di entrate da accertamenti: è il risultato migliore di sempre. «Abbiamo superato l’obiettivo che c’era stato dato per l’intero anno, cioè 7,2 miliardi, e l’abbiamo fatto con un mese di anticipo. Questo significa che l’incasso di dicembre sarà tutto in più» spiega il direttore, Attilio Befera, mentre premia - insieme con i campioni dello sport Antonio Rossi e Valentina Vezzali, medaglie d’oro olimpiche rispettivamente della canoa e del fioretto - i campioni 2009 del fisco: i sei migliori funzionari dell’Agenzia delle Entrate, distintisi non solo nella lotta all’evasione, ma anche nei servizi di assistenza ai contribuenti.
Un premio, fra l’altro, a costo zero per lo Stato, visto che i dirigenti regionali e centrali si sono «tassati» per comprare i tre computer e le tre penne consegnate ai sei impiegati, selezionati da una lista di circa 60 dipendenti segnalati in tutta Italia. Befera tiene anche a ricordare che il record di incassi è ancora più importante visto che è stato raggiunto in un anno di crisi, e spiega che ora l’Agenzia sta affilando le armi contro i «furbetti del fisco», i contribuenti che fanno la dichiarazione ma poi non versano il dovuto. «Avevamo segnali preoccupanti - ammette Befera - l’anno passato gli omessi versamenti sono stati pari a 7 miliardi, anche se siamo poi riusciti a recuperarne e portarne in cassa 3-4 miliardi nei mesi successivi. Ma le cifre sono importanti, un fenomeno da seguire». «È anche un problema di legalità - aggiunge il numero uno delle Entrate -. Il contribuente non può determinare da solo tempi e quantità del versamento. Per ora stiamo quantificando il fenomeno e poi partiremo con i controlli».
Befera guarda con ottimismo anche alla chiusura dell’operazione «scudo fiscale», per la quale in vista del 15 dicembre è iniziato il conto alla rovescia. Per il direttore delle Entrate «ci sono segnali fortemente positivi», e per questo «basta guardare alle code agli sportelli delle fiduciarie e delle banche». A questo - secondo Befera - hanno contribuito anche le ultime circolari che danno la possibilità, pagando subito, di perfezionare le operazioni di rimpatrio entro un anno.
Più prudente appare il sottosegretario all’Economia, Daniele Molgora, ricordando che la partita più importante si gioca negli ultimi giorni. «Penso che i risultati saranno buoni - afferma il sottosegretario - poi non bisogna mettere limite alla provvidenza». «Gli ultimi giorni - spiega Molgora - sono quelli decisivi e solo fra poco capiremo se l’operazione ha spiccato veramente il volo. Molti, infatti, preparano la documentazione, poi rimangono alla finestra attendendo l’ultimo giorno per aderire».