Maxi turbina per aspirare il greggio imprigionato dal ’91 dentro la Haven

Partirà il 23 agosto la bonifica definitiva del relitto della Haven, la petroliera cipriota esplosa e affondata nell’aprile 1991 al largo del Porto Petroli di Genova, riversando in mare decine di migliaia di tonnellate di greggio. L’intervento, senza precedenti nel Mediterraneo, conclude le operazioni di riqualificazione dell’area avviate dopo l’incidente. All’interno del relitto, adagiato sul fondale a 80 metri di profondità, sono ancora presenti 102 tonnellate di idrocarburi liquidi o semiliquidi. Sono imprigionati contro i soffitti del cassero di poppa del relitto principale. Verranno resi fluidi grazie ad una miscela di biodiesel e convogliati verso la parte superiore della nave attraverso speciali tubazioni e di lì pompati verso la superficie. Gli accumuli di materiale più piccoli verranno invece direttamente aspirati attraverso una sofisticata apparecchiatura simile ad un aspirapolvere. Le operazioni dureranno due mesi, tempo e mare permettendo. Si lavorerà 24 ore al giorno, anche nei festivi. L’area del «cantiere» sarà circondata da circa 450 metri di panne galleggianti per contenere eventuali affioramenti di idrocarburi. Due battelli antinquinamento dotati di attrezzature speciali e panne assorbenti garantiranno la tempestività degli interventi. Un team di esperti controllerà e sorveglierà lo svolgimento della bonifica per conto della Regione Liguria.