Maximulta Ue ai colossi della chimica

Sette le aziende finite nel mirino. Colpite anche l’ex Montedison e Snia

da Milano

Nove società europee sono finite nel mirino della Commissione Ue per un accordo di cartello nella produzione di sbiancanti per detersivi: sette sono state multate per un totale di 388,12 milioni di euro. Le sette società multate sono la Akzo Nobel, la Edison, la Fmc/Foret, la Kemira, la Snia, la Solvay e la Total/Elf Aquitaine/Arkema. Le multe imposte alla Arkema (ex Atofina), alla Solvay e alla Edison - prosegue la nota - sono state maggiorate poichè queste «imprese erano recidive». Le altre due società - non multate - sono la Degussa e la Air Liquide (e la sua controllata Chemoxal). Degussa, anch'essa recidiva, ha evitato la multa per aver fornito alla Commissione informazioni sul cartello. La multa, comunque, ha precedenti ben più pesanti: nel 2001 ne era stata inflitta una di 855 milioni a otto società produttrici di vitamine e nel 2002 una di 478 milioni a quattro produttori di materiali per costruzione.
Le nove società, accusa Bruxelles, si erano scambiate informazioni commerciali importanti e riservate, avevano limitato la produzione, si erano ripartite le quote di mercato e i clienti e avevano fissato e controllato i prezzi nel periodo tra il 1994 e il 2000. A inchiodare gli amministratori delle società ci sono i verbali di una riunione svoltasi all'inizio del 1995 in cui si accenna alla discussione di «un modello di ripartizione tra i produttori». In una riunione del '97 poi i partecipanti hanno discusso l'attuazione degli aumenti del prezzo, mentre dai verbali di un'altra riunione nel '98 si deduce che i partecipanti erano soddisfatti della buona applicazione degli aumenti di prezzo. «Le intese tra imprese costituiscono un comportamento inaccettabile» ha dichiarato la commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes.
Solvay dovrà versare nelle casse di Bruxelles 167.062.000 euro, Total-Arkema 78.663.000 euro, Akzo Nobel 25,2 milioni, Fmc Corporation 25 milioni e Kemira 33 milioni. A marzo Solvay e Akzo Nobel avevano già raggiunto un accordo con il Dipartimento della giustizia Usa per il pagamento di 72,8 milioni in seguito all’accusa di aver costituito un cartello sul mercato americano. Edison e Snia sono state multate rispettivamente per 58 milioni e 125mila euro e per un milione e 78mila euro. Edison (che allora era Montedison) è stata multata per l’attività di una ex controllata, la Ausimont, che è stata ceduta alla Solvay nel 2002. Solvay, quindi, oltre ai 167 milioni di multa di sua competenza, dovrà pagarne 26 per Solvay Solexis che ha acquistato Ausimont, mentre Edison, di fatto, dovrà versare «solo» 32 milioni per la sua quota parte.
Edison ha sostenuto di non essere stata a conoscenza dei comportamenti della ex-controllata Ausimont. Solvay ha definito «eccessiva» la multa e ha affermato che potrebbe ricorrere alla Corte di giustizia del Lussemburgo. Solvay e Arkema hanno detto che comunque la multa non dovrebbe incidere sui risultati di bilancio di quest’anno.